Sommario

ENERGIE RINNOVABILI: DA UN LATO LE CHIACCHIERE, DALL'ALTRO I FATTI
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12 MESI DOPO
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L'OSCURITA' MONDIALE...
commenti (4)

I COMUNI DIANO IL BUON ESEMPIO IN MATERIA AMBIENTALE
commenti (7)

SENZA LUCE...
commenti (2)

NUOVI SCENARI EOLICI?
commenti (4)

PIAZZE AL BUIO PER "M'ILLUMINO DI MENO"
commenti (10)

IL ROMPIPALE: SESTA E ULTIMA PUNTATA DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"
commenti (4)

IL ROMPIPALE: QUINTA PARTE DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"
commenti (2)

LA LEZIONE DELLA NUOVA AUSTERITY
commenti (7)

IL ROMPIPALE: QUARTA PARTE DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"
commenti (7)

IL ROMPIPALE: TERZA PARTE DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"
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L'IDROGENODOTTO AD AREZZO
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IL ROMPIPALE: SECONDA PARTE DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"
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IL RITORNO DEL ROMPIPALE
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IL SOLE ALLA PORTATA DI TUTTI...CONTRARIAMENTE ALL'ADSL
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BLACK OUT, CHIACCHIERE E FATTI CONCRETI NEL SENESE
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UNO STOP E TRE PARTENZE
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ANCORA SUL 29 SETTEMBRE
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29 SETTEMBRE...MI SON SVEGLIATO E...
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ENERGIE RINNOVABILI: DA UN LATO LE CHIACCHIERE, DALL'ALTRO I FATTI

Pubblichiamo di seguito l'intervento di un lettore sul tema delle energie rinnovabili e del loro sviluppo nel nostro territorio

E' notizia di questi giorni che la A.U.S.L. n°8 di Arezzo attraverso il Consorzio Energia Toscana valuta l'opportunità di dotare alcuni tetti degli edifici di proprietà della stessa azienda di pannelli fotovoltaici. Secondo un dato approssimativo fornito dal Direttore Generale Monica Calamai potrebbero essere costruiti sette impianti con una potenza di picco di circa 250 KW in grado di produrre circa 280.000 Kw/ora con un risparmio ambientale di 150 Tonnellate di CO2 ed economico di oltre 40.000 Euro annui per l'azienda.

Basterebbe questo per comprendere quanto possiamo fare subito e con estrema facilità per difendere il luogo dove viviamo quotidianamente: l'ambiente come si dice e risparmiare risorse economiche pubbliche! Ed allora perché il parlamento nazionale, quello regionale (a cui fanno capo le spese sanitarie) non intervengono immediatamente con un apposito piano di finanziamento estendendo la realizzazione di tale tecnologia su tutti gli edifici di proprietà pubblica? Certamente escludendo quelli di pregio e quelli soggetti ai vari vincoli ambientali, storici, artistici, architettonici ecc. . Invece da parte di questo governo vengono deliberati provvedimenti, anche con valenza retroattiva, tesi a bloccare qualsiasi forma di detrazione per i privati cittadini che decidono di scegliere la messa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti delle loro abitazioni e su quelli delle loro aziende.

Le spiegazioni del perchè non si procede nel senso da me indicato sono varie; esse spaziano da quelle politiche a quelle economiche quelle tecniche senza escludere quelle culturali e di costume.

Io credo che in un momento di piena crisi economica sviluppare con investimenti pubblici tecnologia che favorisce lo sfruttamento delle fonti energetiche naturali e rinnovabili che da un lato favoriscono anche lo sviluppo occupazionale, contribuiscono a ridurre la nostra dipendenza dal mercato del petrolio, e riducono l'inquinamento atmosferico sia un dovere per ogni governo di qualsiasi colore politico sia!

07/12/2008 14:11 commenti (7)

12 MESI DOPO

Un anno fa, era il 29 Settembre del 2007, certi temi erano sulla bocca di tanti e il fenomeno iniziato da qualche mese, fatto di assemblee cittadine e raccolte di firme culminò in una manifestazione ad Arezzo con molti partecipanti riuniti per dire "No" agli inceneritori sollevando il problema di una corretta gestione in materia di rifiuti nella nostra vallata. "Bei tempi" dice oggi qualcuno già nostalgico nonostante siano passati solo 12 mesi. In effetti il clima era vitale e quella stagione, lasciando da parte giudizi sui lati positivi e negativi, era contrassegnata da una straordinaria mobilitazione.

C'erano i comitati, quello di Civitella nato sulla scia delle richiesta di ampliamento della Chimet e quello per la Tutela della Valdichiana impegnato un po' su tutti i temi, ma principalmente nel contestare le proposte di riconversione dell'ex Sadam di Castiglion Fiorentino. Al loro fianco alcune forze politiche, specialmente quelle della sinistra che a quei tempi veniva chiamata "radicale" e i "grillini", da poche settimane saliti all'attenzione mediatica dopo il clamore del primo V-Day. Forze in grado di attrarre consensi ingenti, conquistando peso politico e diventando soggetti dei quali non si poteva far finta di ignorare l'esistenza.

Dodici mesi dopo è forse un'ovvietà constatare che moltissime cose sono cambiate. Di inceneritori si parla molto meno, sui giornali e nelle piazze, mentre intanto le cose almeno in parte hanno fatto il loro corso. Almeno per il raddoppio di San Zeno, che ormai è una decisione presa. I comitati hanno perso un po' di popolarità e di forza propulsiva. Sono un po' spariti. Molto ha contato la politica nazionale, le elezioni di Aprile, coi partiti amici che sono scomparsi dal parlamento e dai salotti televisivi, lasciando i cittadini mobilitati senza tanti appoggi mediatici. Ma ci sono stati anche i conflitti locali: ambiente contro lavoro, manifestanti contro operai in una "guerra fra poveri" che ha mietuto molte vittime. Anche il "grillismo" è un po' passato di moda, o comunque se ne parla meno, e con esso è un po' calato il credito verso le argomentazioni del neo-ambientalismo, smontato da tante campane opposte risuonate molte (troppe?) volte nelle Tv nazionali.

Sarebbe però sbagliato dire che non è più tempo di comitati. Questo perchè le questioni di un anno fa, aldilà delle mode, sono ancora irrisolte. Sadam, San Zeno, raccolta differenziata: è ancora tempo di discutere apertamente e senza paraocchi sull'opportunità di alcune scelte, sui rischi di alcune decisioni, sulle strade giuste da percorrere. Bene che si tenti di farlo ancora, con un'appuntamento interessante come quello programmato ad Arezzo il prossimo 27 Settembre al Parco Pertini, dalle ore 10 in poi. Titolo: "Acqua, rifiuti, energia: quale futuro per Arezzo". Forse l'inizio di una nuova stagione di lotte, forse solo una mattinata per informare e far sentire campane diverse. Comunque una mattinata utile...

18/09/2008 01:26 commenti (8)

L'OSCURITA' MONDIALE...

E' un po' tardi per segnalarlo, ma è comunque utile dirlo anche per sottolineare l'utilità del web come nuovo strumento di comunicazione globale, in particolar modo con i nuovi "social aggregators" come Facebook che permettono di diffondere messaggi, inviti e iniziative a milioni di persone in tutto il mondo con un semplice clic...

Stasera dalle 21.50 alle 22 è previsto un momento di "oscurità mondiale", cioè si invita chiunque ad astenersi completamente dal consumo di energia elettrica, spegnendo ogni elettrodomestico e altro oggetto che consumi energia per 10 minuti. La proposta è partita proprio dalla pagine Facebook di un giovane ambientalista, Andres Shelp, raccogliendo subito un vastissimo seguito privo comunque di connotazioni politiche o altro. Solo per far "respirare" il pianeta per 10 minuti, con un risparmio energetico che potrebbe rivelarsi davvero ingente.

Ovvio che di fronte al calcio e alle partite di Juventus e Fiorentina in Champions sarà dura chiedere questo sforzo agli italiani...ma l'essenziale è che si prenda coscienza, anche con iniziative un po' estemporanee come questa, dell'importanza della questione energetica e dell'assoluta necessità di dare una svolta, globale e locale, alle politiche in questo campo. Per altri dettagli leggete questa Ansa

17/09/2008 19:58 commenti (4)

I COMUNI DIANO IL BUON ESEMPIO IN MATERIA AMBIENTALE

Riallacciandoci al discorso di ieri e a quanto uscito in alcuni commenti, ossia la necessità che a dare il "buon esempio" in materia di ambiente debbano essere per prime le istituzioni, c'è da commentare positivamente una piccola ma significativa notizia proveniente da Lucignano, dove nella frazione di Santa Maria (più precisamente a Casanuova) sono stati installati nei giorni scorsi i primi lampioni ad energia fotovoltaica.

Un atto che serve perlomeno per dare segnale di un'intenzione che va oltre le semplici parole. In tema di energie rinnovabili sul piano istituzionale al gran chiacchierare si è infatti combinato per ora poco o nulla di concreto e le cose vanno avanti a velocità di lumaca mentre la situazione imporrebbe di accelerare vertiginosamente. Non si riesce a realizzare nemmeno le cose più elementari, anche se basterebbe poco e gli aumenti di spesa (peraltro non molto alti) verrebbero ripianati in pochissimo tempo.

Un'altra idea che ci è balenata in testa, tanto per creare un accenno di mercato ai prodotti della raccolta differenziata, problema che segnalavamo ieri e che è finito anche sui Tg regionali, è quella del paille. Un tessuto che si ricava dalla lavorazione del PET. Un tessuto caldo e pratico che però non riesce a sfondare sul mercato. Perchè le amministrazioni comunali non decidono di iniziare ad acquistare per i propri dipendenti (cantonieri e altri) solo indumenti di quel materiale? Per la carta, invece, perchè le amministrazioni comunali non iniziano ad utilizzare soltanto la carta riciclata?

16/07/2008 11:34 commenti (7)

SENZA LUCE...

Giovedì mattina è previsto uno stop della corrente elettrica a Cortona per lavori da parte di Enel. Dalle 8.15 fino alle 14 nelle zone elencate in questo comunicato. Mattinata non semplice quindi dalla quale forse ci sarà qualcosa da imparare, capendo quanto è importante l'energia elettrica nelle nostre vite quotidiane. Ci renderemo infatti probabilmente conto di non poter fare nulla o quasi senza la "corrente". Gesti che compiamo tutti i giorni diventeranno improvvisamente impossibili...ma solo con l'esperienza diretta possiamo capirlo davvero. Il tema d'altra parte è d'attualità, proprio in questi giorni in cui il Governo ha ufficializzato la volontà di tornare al nucleare (come, con quali tecnologie, in quanto tempo e con quali risultati è ancora tutto da vedere) e ormai si sta diffondendo (per fortuna) l'uso del solare almeno per le abitazioni, mentre si cominciano ad affacciare le prime proposte per piccole centrali solari anche nei nostri comuni. Poi ci sarebbe l'eolico...che ad esempio in altri paesi (Spagna) ha conosciuto in questi ultimi anni un grandissimo sviluppo. In Italia e anche da noi, purtroppo, il suo destino è stato molto meno fortunato, tra finanziamenti statali anche troppo generosi e, all'opposto, una sfilza esagerata di "No" per vincoli di mille tipi.... L'idea che solo con un "mix" di diverse fonti produttive, cercando nel contempo di risparmiare il più possibile, ci possa essere un futuro sta comunque prendendo definitivamente campo: ciò è sicuramente un bene

26/05/2008 22:01 commenti (2)

NUOVI SCENARI EOLICI?

E' di poche ore fa la notizia che in un estremo margine della Valdichiana senese, più precisamente nel Comune di Chianciano Terme, si sta prendendo sempre più in seria considerazione un progetto per l'installazione di pale eoliche. Notizia interessante che incuriosisce e spinge ad alcune considerazioni.

L'idea dell'eolico a Chianciano non è nuova, risale più o meno al 2004. Allora, grazie ad una collaborazione fra enti locali e Università di Siena, furono installati alcuni apparecchi per monitorare l'intensità del venti in alcuni siti considerati "papabili". Fra questi c'era La Foce, nel territorio di Chianciano. I dati rilevati a La Foce furono da subito molto positivi e la conferma di tutto questo è arrivata in questi giorni dalle parole del prof. Nicola Graniglia dell'Università di Siena che ha definito "conveniente" un impianto da 4 megawatt in grado di produrre ogni anno 8 milioni di Kw/h.

Il progetto rischia però di incontrare gli stessi problemi riscontrati a Cortona per il parco sul monte Ginezzo. E' un'idea che sulla carta ha molti sostenitori, primo fra i quali sembra essere proprio il Sindaco, ma che finora ha stentato a decollare e soprattutto a farsi conoscere. La cosa già emerse nel corso del convegno da noi organizzato nel Giugno 2007 proprio sul tema dell'eolico e del solare. In quella sede Gaetano Rispoli, esponente di Legambiente, ricostruì la vicenda denunciando alcuni strani atteggiamenti, in particolare da parte della soprintendenza. Di fatto, raccontò Rispoli, l'idea si era bloccata ad uno stadio puramente embrionale, tutto questo nonostante non sembrassero esserci impedimenti di particolare gravità. Ora, forse, c'è spazio per ripartire, ma non è semplice.

Ebbene: in questi giorni di campagna elettorale si è tornati a parlare di energia e si sono sentiti tanti strali contro coloro che "sanno solo porre veti". Il discorso potrebbe essere giusto, ma in realtà ci sembra molto contraddittorio. I veti da abbattere nella nuova retorica politica paiono infatti essere soltanto quelli contro l'energia nucleare. Su eolico e solare, invece, i veti che già c'erano sembrano destinati a restare e anzi ad aumentare. Ormai è di moda fra i politici dire che eolico e solare non sono forme di produzione di energia sufficientemente redditizie, un nuovo luogo comune che ha sostituito la moda contraria che imperava fino a qualche mese fa, quando il trend del momento imponeva di atteggiarsi ad ecologisti. L'Italia, e pure la Valdichiana, ha bisogno di una politica energetica chiara e fattiva, da realizzare in tempi strettissimi. Eppure si continua a lasciar andare le opportunità, preferendo le strade più complicate e costose per la nostra salute e per le nostre tasche. Un vero peccato.

18/02/2008 11:38 commenti (4)

PIAZZE AL BUIO PER "M'ILLUMINO DI MENO"

La cultura del risparmio energetico è fondamentale e la diffusione delle buone abitudini in questo campo è una delle priorità del momento. E' quindi con piacere che segnaliamo il ritorno, il prossimo 15 Febbrario, dell'iniziativa "M'illumino di meno", promossa dalla trasmissione "Caterpillar" di Radio due e recepita da molte amministrazioni locali, anche nel nostro territorio.

Quest'anno l'idea, oltre ai 5 minuti di risparmio enegertico dalle ore 12 fino alle 12.05 in cui tutti i cittadini sono invitati ad astenersi totalmente dal consumare energia elettrica, prevede anche l'oscuramento di alcune fra le più suggestive zone dei centri storici. Accadrà ad esempio a Montepulciano, dove alle 18.30 alcune zone del centro storico e la meravigliosa Piazza Grande resteranno al buio per 15 minuti e a Cortona, dove dalle 18 fino alle 19.30 verrà spenta parte dell'illuminazione pubblica delle piazze centrali. Iniziative diverse negli altri comuni come la presentazione di 3 scuole elementari "fotovoltaiche" a Castiglion Fiorentino, mentre anche in alcune scuole si farà qualcosa, ad esempio a Monte San Savino.

Si tratta indubbiamente di una buona idea che simboleggia una volontà positiva nel cercare nuove vie all'utilizzo di energia, riducendo gli sprechi e incentivando nuove forme di produzione, specialmente nel campo delle energie rinnovabili.

Il problema è che ancora troppo spesso questa volontà resta sulla carta e si traduce in pochissimi atti concreti da parte degli enti locali. Atti concreti che a volte richiederebbero investimenti non particolarmente ingenti. Le novità stentano ad arrivare e, tanto per fare un esempio, si continua ad impiantare lampioni normali invece di acquistare quelli che si auto-alimentano col pannello solare. Oppure, eccetto che nel comune di Montepulciano, mancano ancora incentivi e assistenza per chi vuole acquistare i pannelli solari per la propria abitazione.

11/02/2008 18:31 commenti (10)

IL ROMPIPALE: SESTA E ULTIMA PUNTATA DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"

Come promesso chiudo oggi con la sesta parte di "Vento e i suoi derivati" esternando alcune considerazioni del tutto personali. Per cominciare se qualcuno leggendo i miei interventi ha già iniziato a navigare con l'immaginazione colmo di ottimismo lo prego di ammainare le vele e gettare per un momento l'ancora: l'eolico da solo non è la soluzione a tutti i problemi di gas serra, di inquinamento e di approvvigionamento energetico. E non lo è nemmeno il nucleare, tanto per tagliare la testa al toro delle cicliche discussioni politiche a riguardo (più le seguo più le vedo popolate da incompetenti sia tra i pro che tra i contro): semplicemente perchè il “combustibile” nucleare è, come il petrolio, a termine ed esso già scarseggia. Così come non lo è (più) il petrolio e nessuna altra fonte di energia presa singolarmente.
E' necessario studiare dei convenienti “mix”(parola chiave)energetici formati dal concorso di più fonti energetiche. Tra queste sarà probabilmente presente il petrolio, il nucleare(per cui è bene studiare delle alternative valide alle tipologie attuali), tutte le forme di energia rinnovabile e soprattutto dovrà essere presente in maniera importante la fonte energetica più economica ed ecologica: il risparmio energetico e in generale di risorse della Terra.
Ma tra queste fonti dovrà anche e necessariamente far parte l'eolico: troppe sono le sue vantaggiose peculiarità che tutti consociamo. La parte delle nostre comunità locali dovrà essere quello di promuoverlo concretamente. Promuoverlo non significa organizzare un convegno ogni anno, ma nemmeno per forza tirar fuori vagonate di soldi. Può semplicemente voler dire svolgere uno dei compiti del politico e cioè operarsi affinché le leggi e le convinzioni dei cittadini si muovano nella direzione giusta. Come lo stesso Pollo ci ha ricordato in un post recente gli amministratori Cortonesi negli anni '60 operarono una scelta coraggiosa e anticonformista, una scelta che probabilmente andava contro il sentire comune dell'epoca. Allora, spinti probabilmente dall'opinione di speculatori di scarse remore, si pensava che lo sviluppo economico dovesse passare attraverso la licenza di edificare dove e come si volesse. Gli amministratori “paradossalmente” (si credeva) dissero no proprio per favorire un certo tipo di sviluppo economico e questo ora è l'origine dell'enorme successo turistico di Cortona. E' il momento, questo(anzi forse è già passato), in cui è necessario rinnovare quel coraggio e quella lungimiranza e cercare di salvare Cortona e i suoi paesaggi erodendone una parte(minima) proprio per il suo bene, come si fa quando si taglia un albero per farlo ricrescere più rigoglioso dai suoi virgulti.
Mi rivolgo soprattutto a certi assessori i quali non credo, osservando realisticamente i fatti, che possano più avere velleità politiche molto elevate. Lo dico senza animosità e senza voler offendere nessuno né riferirmi a nulla di personale: evidentemente questi politici verranno presto dimenticati (in quanto amministratori, non intendo in quanto persone badate bene!), quando finirà il loro mandato. Perciò propongo loro una scommessa: impegnarsi a trovare per l'impianto di Ginezzo la strada giusta per essere realizzato oppure, se proprio si è giunti alla certezza che l'impianto di Ginezzo “non s'ha da fare”, che si crei un percorsi preferenziale per altri impianti, come per esempio una diffusione del minieolico in zone a impatto minimo, come le zone industriali o piccoli centri sperduti. Che lo si faccia con il rispetto dell'ambiente e della legge, ovviamente, ma cogliendone lo spirito profondo prima ancora che uniformandosi ottusamente ad essa. La decisione della sua realizzazione non dipende, certo, da una singola entità amministrativa, ma una volontà ferma può creare dei corridoi più agevoli per essa.
Questa è una scommessa che non costa loro nulla: se la perdono non succederà nient'altro che quello che accadrebbe comunque e cioè che vengano dimenticati; se, invece, la vincono saranno ricordati come quelli che hanno dato un futuro e tranquillità alla loro popolazione, la gente probabilmente si abituerà a un nuovo paesaggio e comunque il cambiamento potrà essere in molti casi reversibile (le pale si possono disattivare e smontare più agevolmente di un impianto a biomassa, tanto per essere chiari...).
Ma poi: siamo proprio sicuri che un aerogeneratore sia così brutto? Un'opera d'arte non è tale solo per ciò che si vede, ma per ciò che l'occhio vi coglie. E da un aerogeneratore si può cogliere l'attenzione di una comunità per l'ambiente in cui vive e verso le proprie future generazioni. Credete che questo sia un messaggio tanto poco edificante all'occhio del sacro turista?
Marco Sarcoli
28/12/2007 00:53 commenti (4)

IL ROMPIPALE: QUINTA PARTE DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"

Parte Quinta: Non solo rose e fiori

Al crescere degli impianti crescono ovviamente i prezzi di costruzione delle singole macchine, ma cresce molto di più la quantità di energia prodotta e quindi diminuisce il costo da sostenere per produrre un singolo chilowattora di energia. Se poi a questo si aggiunge che di norma i grossi impianti eolici sono costituiti da più di una macchina così da minimizzare i costi di trasporto e costruzione si capisce quanto può arrivare ad essere conveniente lo sfruttamento del vento su larga scala.

Non sono tutte rose e fiori. Certamente a regime un impianto eolico produce elettricità senza alcun grammo di anidride carbonica e a costo nullo, se si esclude la manutenzione ordinaria e straordinaria. D'altro canto la costruzione e messa in opera dell'impianto, come per tutti i beni che acquistiamo correntemente, comporta una certa emissione di inquinanti e di gas serra. La collocazione di grossi impianti causa inoltre controversie di carattere estetico che non possono,ovviamente, essere risolte con una decisione univoca, data l'estrema soggettività delle sensazioni. Per quanto riguarda il rumore, invece, è necessario dire che un impianto eolico non è silenzioso, come alcuni possono pensare, ma non è nemmeno esasperantemente rumoroso, considerando che di norma la collocazione è in luoghi molto aperti che favoriscono la dispersione del suono, e che quindi il rumore già a 300 metri (cioè a una distanza molto minore di quella dove normalmente si trovano le abitazioni) risulta inferiore a quello di un normale ambiente d'ufficio.

E' stato rilevato da alcune parti anche un altro problema, quello riguardante l'interferenza delle pale degli aerogeneratori con la popolazione aviaria e marcatamente i rapaci, dato che gli studi sembrano indicare che gli uccelli migratori si adattino molto velocemente alla presenza di ostacoli. Anche questo argomento è molto controverso, perché da una parte si valuta l'impatto ambientale dell'eolico del tutto confrontabile con costruzioni “statiche”(come ponti o palazzi), dall'altra parte invece si fa notare come in alcune zone in Spagna e Usa si siano verificati problemi sensibili di interferenza con la popolazione aviaria. Per contro anche questi ultimi stanno acquisendo una posizione di allineamento con l'eolico, subordinata a una adeguata e attenta scelta del luogo.

Infine lo spazio occupato: per un campo eolico lo spazio effettivamente occupato è minore di qualsiasi altro. Si aggiunge a questo che le pale finiscono la propria corsa molto al di sopra della superficie calpestabile, quindi addirittura si potrebbe pensare, per esempio, anche di coltivare le zone circostanti alle macchine(non parlo solo di Ginezzo...)

La mia opinione a riguardo alcuni di voi la conosceranno già. Per le considerazioni personali vi rimando alla prossima puntata, l’ultima di questa indagine.

Marco Sarcoli

19/12/2007 00:01 commenti (2)

LA LEZIONE DELLA NUOVA AUSTERITY

Nemmeno il più nostalgico dei nostalgici si sarà rallegrato del clima da austerity anni 70 in cui tutta l'Italia, Valdichiana compresa, è piombata per alcune ore fra ieri e oggi. Anche nel nostro territorio da ieri la benzina ha cominciato a scarseggiare ed oggi quasi tutti i distributori sono rimasti chiusi perchè a secco. La gente, in preda al panico, ha passato la giornata a girare in cerca del prezioso liquido, quasi sempre senza risultati.

E' stato uno degli effetti, sicuramente il più evidente e generalizzato, del blocco degli autotrasportatori iniziato lunedì scorso. L'atmosfera creatasi è stata inquietante. Di colpo abbiamo capito come la nostra vita quotidiana dipenda totalmente dal petrolio e ad esso non ci siano alternative. La lezione di queste ore speriamo serva almeno per allargare i nostri orizzonti ed iniziare a pensare con impegno vero una via di fuga reale da questo giogo.

Altrimenti certi problemi si ripresenteranno e la colpa non sarà mai di nessuno. Perchè come accade sempre in Italia, a parte gli episodi di abusi, violenze e costrizioni che sono indubbiamente da condannare, la colpa non è di nessuno. Chi protesta ha dei motivi leciti per farlo; è costretto a usare mezzi estremi che seppur mitigati da qualche garanzia hanno effetti devastanti. Chi questi effetti li subisce giustamente se la prende. A margine di questo c'è però tutto un sistema di infrastrutture costruito secondo una logica valida forse qualche decennio fa, ma che ormai ha segnato il passo.

Se ci sono dei colpevoli quindi sono coloro che hanno impostato l'Italia in un certo modo, spingendo verso un modello di sviluppo nel settore dei trasporti commerciali che tendeva a disincentivare il trasporto su rotaia a favore di quello su gomma. Roba degli anni 50 e 60. Anno dopo anno ci siamo ritrovati con una rete ferroviaria che non può garantire sposatamenti di merci in tempi brevi e con bassi costi e le autostrade invase dai camion, con grosse spese per le aziende e disagi pesantissimi per gli auto-trasportatori e gli automobilisti.

Petrolio e autostrade come panacea universale: una strada che adesso va assolutamente abbandonata per evitare che agghiaccianti episodi come il "blocco" di questi giorni si possano ripetere con sempre più frequenza.

12/12/2007 18:33 commenti (7)

IL ROMPIPALE: QUARTA PARTE DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"

Parte quarta: Piccole pale crescono
Se il microeolico “casalingo” è una scelta più da appassionati di ecologia, il mini eolico (20-100 kW o più) può rivelarsi una scelta su cui almeno fare due conti ed essere economicamente conveniente, specie per le piccole aziende che si trovano nelle nostre zone industriali.
Anche questi impianti possono essere formati da macchine ad asse orizzontale e da macchine ad asse verticale. Di norma per l'asse orizzontale si tratta di altezze da terra di più di 30 metri con rotori di diametro maggiore ai 10. Interessanti, però, in questo segmento sono i rotori ad asse verticale, poste su torri di altezza simile. Ne vediamo un esempio in foto: una coppia di aerogeneratori elicoidali da 25 kW ciascuno costruita dalla società “Windside” per un certo commerciale che si trova nei pressi di Turku (Finlandia), per cui si parla di rendimenti (confrontate con il secondo post) tra il 30% e l 50%. Sono evidenti anche la maggiore compattezza e la possibile personalizzazione estetica, caratteristiche potenzialmente determinanti per superare valutazioni di impatto ambientale, specie in considerazione dei minori vincoli cui sono sottoposte di norma le zone industriali.
Arriviamo, però, all'argomento principe quando si tratta di aziende: i costi. Io purtroppo non sono un vero esperto del settore e una stima più precisa è sicuramente disponibile presso i venditori, ma da quello che si capisce l'ordine di grandezza di un investimento nel minieolico è confrontabile con le cifre dei normali investimenti di una o più piccole aziende costituite in consorzio. Con l'aggiunta che l'investimento protrarrebbe i suoi benefici al risparmio elettrico in un lungo periodo, data la notevole durata di un impianto eolico e l'elevata affidabilità (almeno così si legge nella pagina dedicata all'eolico dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena). Insomma si può realisticamente pensare di chiedere un preventivo e fare due conti.
Questo tipo di decentramento energetico, sempre nel rispetto paesaggistico e ambientale, provocherebbe anche un altro effetto positivo sui considerevoli (e sottovalutati nell'opinione comune) sprechi di energia che naturalmente si manifestano nella distribuzione elettrica, proporzionali alla distanza dell'utilizzatore dal produttore. Avere un generatore abbastanza vicino al luogo di consumo, come potrebbe accadere nel caso di turbine “aziendali”, evidentemente permetterebbe un minore spreco. C'è tanto interesse attorno a questo tipo di soluzioni che sempre di più si sente parlare di produzione elettrica diffusa, cioè affiancare alle grandi centrali elettriche tante piccole centrali sparse sul territorio. L'alleggerimento del carico agente sulle grosse “arterie” elettriche nazionali diminuirebbe, altresì, il rischio di casi simili al recente “black-out”, aumentato invece da una possibile rete costituita da poche grandi centrali nucleari.
Concludo con la mia solita opinione personale. Certamente per le piccole aziende come quelle presenti nel nostro territorio operare un simile investimento può essere un grosso scoglio. Fermo restando l'assenza di grossi vincoli ambientali e paesaggistici che fermerebbero sul nascere ogni aspirazione, suppongo che prima ancora della rilevanza economica il problema principale è la complessità delle valutazioni che accompagnano l'investimento. Invito però gli imprenditori a provare a superare queste difficoltà in nome del rispetto per l'ambiente. Ambiente significa la Casa dove vivono i clienti che acquistano i loro prodotti, la casa dove spenderanno i soldi che guadagnano e la casa dove andranno a vivere le generazioni che li succederanno. Gli imprenditori dovrebbero essere i primi ambientalisti
Marco Sarcoli
12/12/2007 00:05 commenti (7)

IL ROMPIPALE: TERZA PARTE DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"

Parte Terza: Piccole pale grossi problemi
 
...E se uno volesse istallare una turbina eolica nel giardino di casa? Beh direi di pensarci su un paio di volte: seppure la disponibilità a buon mercato, diciamo pure gratuita, di energia faccia gola, i costi degli impianti non sono ugualmente economici quando si tratta di piccolissimi impianti(meno di 10 kW) destinati all'uso familiare.
Ad ogni modo se proprio non vi ho convinto a desistere e la vostra anima “eolofila”(mio Dio che parola brutta!) è forte allora continuate a leggere oltre, sperando che vi possa dare qualche utile consiglio di massima, che dovrete poi verificare accuratamente con l'aiuto di qualche esperto vero.
La prima scelta da fare è che tipo di energia volete ottenerne (mica per forza dovete produrre elettricità!) Da questo può dipendere la posizione e la dimensione dell'impianto. Per esempio potete accontentarvi di energia meccanica per pompare acqua da un pozzo sperduto in un campo e allora vi potete accontentare di rotori piccoli. Oppure potreste volere energia termica: si può trasformare il movimento del rotore in calore, con rendimenti anche piuttosto alti, dato che non si deve produrre una forma di energia povera come quella termica (al limite basterebbe far strusciare l'albero motore su un freno per ottenere calore). In questo caso ancora le dimensioni sono ridotte ma il posizionamento è influenzato dalla posizione di ciò che vogliamo scaldare, ovviamente. Infine potreste scegliere di produrre elettricità e allora le dimensioni dei rotori crescono notevolmente, ma non avete grossi vincoli sul dove mettere le vostre pale.
Successivamente la scelta sarà proprio sul dove mettere la vostra macchina eolica. La cosa migliore che potete fare in questa fase è, trovata la posizione di massima, verificare che le condizioni del vento siano favorevoli raccogliendo dati sulla variazione e intensità del vento durante l'anno e meglio se in più anni. Questa operazione sarà utile anche per dimensionare la macchina in base al vento registrato e per valutare la convenienza di tale impianto.
Di norma la migliore è una posizione elevata rispetto ai vari ostacoli circostanti: come ho già detto nel primo intervento di questa serie il vento vicino a terra (per fortuna) viene rallentato e fermato dall'azione attritiva del terreno e il suo flusso viene “inquinato” dai vortici creati per effetto degli ostacoli che incontra. Potete, per esempio, posizionarla sopra un traliccio in una zona piana e senza ostacoli o sul tetto di una abitazione solitaria (ma state bene attenti a eliminare le vibrazioni, o i vostri sonni saranno un alquanto irrequieti...). Una posizione favorevole potrebbe essere in una zona in rilievo rispetto alla superficie circostante, cosa che vi permetterebbe di risparmiare sulla struttura di supporto.
La seconda scelta è il tipo di rotore: asse orizzontale o asse verticale? L'asse orizzontale, come si è già detto, permette di avere un rendimento migliore, ma necessita di spese di impianto che nella scala medio-piccola si fanno sentire provocando maggiori sollecitazioni (flessione e vibrazioni) e necessitando di un sistema di orientamento delle pale che insegua la direzione del vanto e di uno per il blocco in caso di evento eolico intenso. E non vogliamo mettere in conto l'impatto visivo di un'elica del genere? Si parla di almeno un paio di metri di diametro ad un'altezza di almeno dieci-venti metri... Insomma la migliore sarebbe una macchina ad asse verticale: intanto perchè funzionante in condizioni meteorologiche più impegnative e indipendentemente dalla direzione del vento e poi perchè più silenziosa, più economica, meno ingombrante. Tanto che si potrebbe quasi pensare di montarla sopra al tetto di una casa (facendo estrema attenzione a tenere sotto controllo le pur minori vibrazioni).
Infine, ma non per importanza, accertatevi che la costruzione della macchina eolica, sia essa ad asse orizzontale o verticale, sia compatibile con i vari vincoli paesaggistici e ambientali presenti nella vostra zona, che entrano in vigore oltre una certa dimensione del rotore.
Da ultimo uno dei miei soliti consigli. Ricordatevi che anche se l'elettricità che usate per il condizionatore o la stufetta in ufficio è pagata dai soldi del vostro capo, l'anidride carbonica e l'inquinamento che produce la pagate anche e soprattutto voi con la vostra salute e quella dei vostri familiari. E' anche per quelle stufette e soprattutto per quei condizionatori(i consumi elettrici maggiori sono in estate) che bisogna costruire una centrale elettrica dietro l'altra. Rifletteteci prima di accendere con troppa superficialità gli elettrodomestici.
Marco Sarcoli
03/12/2007 18:18 commenti (3)

L'IDROGENODOTTO AD AREZZO

Abbiamo il futuro a due passi da casa e non ce ne rendiamo conto? Quale è la reale valenza di un progetto clamorosamente all'avanguardia come l'idrogenodotto di Arezzo? E soprattutto: c'è la volontà di andare avanti su questa strada?

Queste e altre domande ci vengono in mente all'annuncio che il tratto sperimentale di idrogenodotto (il 1° al mondo realizzato in un centro urbano) è stato completato e dovrebbe entrare in funzione entro la fine del 2007 o al massimo nei primi mesi del 2008. Mancano infatti soltanto le ultime autorizzazioni prima del semaforo verde.

Arezzo balza così agli onori delle cronache per questo progetto e l'attesa è molta. Ma che cos'è in soldoni l'idrogenodotto aretino e a cosa serve?

Ideato, promosso e realizzato dalla piccola cooperativa La Fabbrica del Sole col sostegno di innumerevoli enti e istituzioni è una tubatura sotterranea simile a quelle dell'acqua e del metano, lunga circa un chilometro e e con tubi di un diametro variabile fra 6 e 8 centimetri. L'idrogeno viaggia da un deposito fino alle sedi di quattro aziende cittadine che si trovano nella zona di San Zeno, le quali utilizzano quella risorsa sia per le lavorazioni sia per fornire ai propri impianti energia elettrica, riscaldamento e perfino l'aria condizionata.

Nell'immediato per le aziende l'idrogenodotto significa un discreto risparmio, perchè se prima lo usavano in bombole adesso lo ricevono direttamente nelle proprie sedi; in realtà però c'è molto di più in previsione futura. L'idrogeno infatti può avere usi di ogni tipo. Quello che circolerà sui tubi aretini in parte è proveniente da bombole stoccate altrove, ma in parte è prodotto in loco attraverso una struttura detta Hydrolab. L'idrogeno quindi si può ricreare in laboratorio. Gli esperti dicono che nel raggio di 5 anni potrà fare concorrenza come prezzo al metano.

L'idrogenodotto quindi parte come puro esperimento. Peccato che se ne parli poco o nulla, probabilmente anche a causa di partigianerie politiche tutte aretine. Spesso infatti gli schieramenti politici ragionano così: se un'idea è stata promossa dagli avversari è meglio non parlarne, anche e soprattutto se è un'idea buona. Ma a parte questo: quali risultati pratici potrà dare l'idrogenodotto? Sarà l'alba di qualcosa di nuovo? Le tubature prenderanno campo così come la produzione di energia da questa nuova fonte?

02/12/2007 15:32 commenti (15)

IL ROMPIPALE: SECONDA PARTE DI "VENTO E I SUOI DERIVATI"

Parte Seconda: Fatto “venti” facciamo ventuno...
Abbiamo precedente parlato dei venti e di alcune loro caratteristiche interessanti. Ora sempre con lo stesso taglio “amatoriale” e accennato parliamo della sua conversione in elettricità.
Come funziona una macchina eolica? Intanto diciamo che una macchina converte l'energia da una forma all'altra. Nello specifico quella eolica trasforma l'energia cinetica “contenuta” nel vento in energia meccanica (come accade per i mulini a vento) o, per noi più interessante, in energia elettrica.
L'energia cinetica è come un borsellino pieno di monete che ogni corpo si porta dietro quando si muove. Un borsellino che si riempie di monete quanto più il corpo che lo possiede è pesante o si muove velocemente.
Quando un corpo si scontra contro qualcosa i soldi del suo borsellino si sparpagliano ovunque. Pensate a un'automobile che si scontra contro un muro(purtroppo capita un po' troppo spesso quindi credo che l'avrete presente...): più è pesante e più va veloce più lamiere contorte e mattoni ci saranno sparsi in giro. Il nostro interesse è riuscire a prendere più monete possibile da quello del vento e il compito di una macchina eolica è essenzialmente quello di fermare la massa d'aria cercando di sparpagliare le monete in giro il meno possibile.
Vi dico subito che il borsellino del vento ha un doppio fondo e non si può arraffare più del 59% del suo contenuto. Insomma: in qualsiasi modo si costruisca la macchina questa di 1 kWh di energia cinetica posseduta dal vento non potrà trasformarlo in più di 0,59 kWh di energia elettrica. In realtà è considerato già ottimo un rendimento del 30%, di norma ottenuto con macchine ad asse orizzontale di grandi dimensioni. Giusto per confronto: un normale impianto termoelettrico riesce a convertire in elettricità il 30-40% del calore prodotto dal combustibile utilizzato, che però hanno dalla loro una maggiore compattezza e flessibilità.
Le macchine eoliche sono normalmente composte da una parte principale che può essere messa in movimento dal vento e di solito questo movimento è rotatorio, perciò si parla di “rotore”. In base al piano su cui giace l'asse di rotazione del rotore si può parlare di:
l        macchine ad asse orizzontale (come quelle presenti nel nostro immaginario comune e come quelle che vorrebbero montare a Ginezzo), dal rendimento più elevato, ma anche dall'ingombro maggiore e dalle maggiori vibrazioni (la struttura deve essere più resistente e costosa) e inoltre possiede una direzione di funzionamento che deve essere conformata alla direzione del vento.
l        macchine ad asse verticale (come quella nella foto che spero il Megadirettore abbia messo a illustrazione), caratterizzate da un rendimento più scarso, poiché una piccola parte del rotore si muove controvento, ma anche dalle più favorevoli caratteristiche dinamiche, che permettono strutture più “snelle” e meno costose, e da una compattezza superiore, che le rende anche meno invadenti esteticamente e anzi proprio per questo potrebbero caratterizzare un futuro, possibile, normale arredo urbano o suburbano (mi riferisco alle zone industriali, per esempio). Inoltre funziona come potrete facilmente intuire funziona da qualsiasi parte spiri il vento.
Nel finale di questa chiacchierata vi ricordo che non è solo con il consumo diretto che si genera inquinamento e anidride carbonica, ma anche nelle varie fasi della produzione degli oggetti che compriamo ogni giorno. Quindi vi suggerisco tre parole d'ordine:
1)      Riparare. Quando qualcosa si rompe tentiamo di ripararlo o portiamolo da qualcuno che lo può fare. Purtroppo questa buona e utile pratica se ne sta andando velocemente o è già scomparsa, così come le figure degli aggiustatori o dei rigattieri-riparatori. Stimoliamola dove ancora si può.
2)      Riutilizzare. Se proprio non riusciamo a riparare o far riparare gli oggetti cerchiamo di dargli una nuova funzione se possiamo, prima di buttarli.
3)      Riciclare. Da ultimo, ma non meno importante, se l'irreparabile è compiuto e proprio non possiamo fare altro che buttare via l'oggetto accertiamoci di fare in modo che venga riciclato piuttosto che incenerito: ci guadagneremmo 2 volte. Il primo e più importante passaggio del riciclo passa dalle nostre mani: una corretta cernita dei materiali è fondamentale!
27/11/2007 00:27 commenti (5)

IL RITORNO DEL ROMPIPALE

Torna oggi il nostro collaboratore Marco Sarcoli con la sua rubrica "Il rompipale". Un ritorno alla grande con la prima puntata di una lunga indagine divisa in sei parti sull'energia eolica che pubblicheremo a cadenza settimanale. Per saperla veramente lunga sull'eolico e le energie alternative e/o rinnovabili. Un grazie all'amico Marco e buona lettura...

Parte Prima: Partenza col vento in poppa

Inizierò con questo un piccolo ciclo di cinque (più uno) interventi che riguardano il vento e il suo utilizzo, tanto per rimanere nell'argomento ancora “caldo” del campo eolico a Ginezzo.
Partiamo dunque dall'inizio.
Il vento è un fenomeno atmosferico prodotto dallo spostamento di masse d'aria da una zona a pressione più alta a una a pressione più bassa. Queste differenze di pressione sono generate dalla differenza di temperatura tra due punti: si tratta, detto in soldoni, di correnti convettive, all'incirca come quelle che muovono l'acqua in una pentola messa al fuoco.
Fra mille tipi di classificazione dei venti che ci possono venire in mente possiamo scegliere quella che li distingue in base alla cadenza temporale del loro ciclo che ci può essere utile per capire come sfruttarli. Molto grossolanamente e senza andare troppo a scomodare definizioni tecniche(e quindi è una classificazione semplificata senza rilevanza scientifica, ma subordinata solo e soltanto al nostro fine) si può parlare di differenze di temperatura (venti) prevalenti, come tra il Polo e l'Equatore, periodiche, come accade, per esempio, per le brezze marine e montane(a scansione giornaliera)e per i monsoni(a scansione annuale),oppure varie, provocate da contingenze meteorologiche incostanti.
 
Come è facile intuire i più preziosi per uno sfruttamento energetico intensivo sono i primi, per la loro caratteristica di costanza, in direzione e forza, e intensità, mediamente più forte degli altri.
I venti prevalenti sono presenti in ogni parte della superficie terrestre, ma, a causa del suo corrugamento e dell'attrito, alle altitudini dove si svolge la normale attività umana sono assenti o molto deboli. Questo fatto, però, oltre a salvaguardarci da una esistenza assai infelice ossessionata dal battere incessante del vento, fa sorgere anche qualche problema nel momento in cui decidiamo di andare ad attingerne l'energia, perchè per utilizzarli dovremmo andare o in luoghi sperduti di montagna o in mezzo all'oceano. Ma della questione ne riparleremo la prossima volta.
 
I secondi in questa particolare classifica sono i venti “periodici”. In questo caso il flusso d'aria diventa maggiormente incostante sia in intensità che in verso. Questo genere di vento infatti nasce da differenze di temperatura che si stabiliscono a causa di un diverso comportamento tra zone diverse e contigue nell'accumulare e cedere calore. Giusto per capirci facciamo l'esempio della brezza montana: di giorno sono le cime che ricevono calore per prime e riscaldano l'aria sovrastante, che lascia il posto all'aria fredda proveniente dalla valle; la sera quando questa differenza di temperatura si attenua sotto l'azione della forza di gravità l'aria ritorna a valle e si inverte il flusso d'aria.
Questi venti hanno il pregio di verificarsi in luoghi facilmente individuabili, come accade per quelli permanenti, e pur essendo più incostanti la loro intensità e direzione sono abbastanza prevedibili.
 
In coda troviamo i venti di natura meteorica che sono imprevedibili e totalmente incostanti. Questo li rende molto difficilmente sfruttabili, dato che necessitano di macchine sofisticate che correggano la propria direzione di funzionamento, che si attivino con la minima intensità e che, al contrario, resistano a folate più vigorose.
 
Termino ricordando di nuovo che dal luglio di quest'anno, pure notizia passata sotto strano silenzio, è stato liberalizzata la vendita di energia elettrica per il mercato delle utenze private. Molte aziende vicino alle classiche offerte più o meno superscontate, propongono anche forniture di energia elettrica ottenuta interamente da fonti rinnovabili. Vi invito a informarvi accuratamente e a sceglierne una, che ovviamente vi dia le dovute garanzie di correttezza.
Già vi consigliai in un mio precedente intervento un'azienda (http://www.la220.it ), giusto perchè sembra presentare delle buone referenze (legambiente e adoc).
Marco Sarcoli
20/11/2007 00:10 commenti (9)

IL SOLE ALLA PORTATA DI TUTTI...CONTRARIAMENTE ALL'ADSL

Condensiamo nel post di oggi tre argomenti di un certo rilievo. Per prima cosa parliamo di quella che è stata la realizzazione politica concreta della proposta partita nel convegno sull'energia solare dello scorso 6 Novembre a Montepulciano. "Sconti Ici per chi installa pannelli solari": questo era lo slogan sbandierato...vediamo come sarà attuato.

Lo sconto ICI sarà pari al 40% per chiunque aderirà al progetto denominato "Il sole alla portata di tutti", promosso dal Comune di Montepulciano e da quello di Torrita in associazione con il Credito Cooperativo di Montepulciano. Chi vorrà installare i pannelli riceverà assistenza e consulenza da parte dei propri comuni (che apriranno un apposito sportello) e potrà, una volta effettuati i lavori nel rispetto delle norme (anche paesaggistiche), chiedere lo sconto del 40% convertibile anche in finanziamenti diretti. Le regole del gioco saranno spiegate a tutte le famiglie (circa 10.000 nuclei) entro la prossima primavera con l'invio di materiale esplicativo. Si tratta del primo caso di questo tipo in Italia, senza dubbio un'iniziativa importantissima viste anche le notoriamente limitate risorse in mano ai Comuni. Alle luci (idea all'avanguardia, sinonimo finalmente di una neonata e reale attenzione ai temi energetici e ambientali) si uniscono però anche piccole ombre, come tempi di apertura piuttosto risicati per lo sportello e il rischio paventato da qualcuno di trasformare una parte della Valdichiana in una distesa di pannelli solari, invece di investire in altre forme di produzione meno impattante e più redditizia. Tutto questo comunque è tema di discussione...l'essenziale è che qualcosa si stia smuovendo e che finalmente gli amministratori uniscano alle chiacchiere anche i fatti concreti.

Se il sole è alla portata di tutti la stessa cosa non si può dire dell'adsl, tema da noi più volte trattato. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto svariate segnalazioni da parte di nostri lettori di Rigutino. Quell'area è ancora scoperta e a quanto ci hanno riferito alcuni residenti ormai da tempo immemorabile Telecom promette l'installazione della linea veloce, fissando date che vengono puntualmente rimandate. L'ultima fissata (ne parlammo anche noi) era Novembre 2007. Ebbene...siamo a Novembre, vediamo che succede.

Ultima questione quella della scomparsa pagina "Io vorrei che" sul sito del Comune di Cortona. Si trattava della pagina più interessante del sito, un coraggioso esperimento di democrazia diretta. Attualmente la pagina è ko per motivi tecnici...la cosa dura da oltre un mese e ci auguriamo che il problema venga presto risolto. D'altra parte, pur con tutti i suoi limiti e la saltuaria (inevitabile) presenza di qualche imbecille si era trattato di un'esperienza importante e indubbiamente redditizia sia per l'amministrazione comunale che per la cittadinanza....

09/11/2007 14:30 commenti (9)

BLACK OUT, CHIACCHIERE E FATTI CONCRETI NEL SENESE

Un breve black-out sulle linee elettriche avvenuto ieri mattina a Cortona probabilmente per motivi legati al maltempo ci spinge ad alcune considerazioni su quanto sia importante l'energia elettrica e come sia nostro dovere non sprecarla, cercando allo stesso tempo di trovare nuove forme di produzione, redditizie e rispettose dell'ambiente.

Sono sicuramente considerazioni scontate, un po' come scoprire l'acqua calda, ma i 45 minuti "senza luce" (come cantavano i Dik Dik) di ieri mattina ci hanno fatto aprire gli occhi su molte cose di cui normalmente è difficile rendersi conto. Abbiamo capito che quello che spesso diamo per scontato tanto scontato non lo è. Senza luce non funzionava il nostro computer. Non funzionava il nostro telefono cordless. Non funzionava la luce in casa. Non funzionava il riscaldamento, con la caldaia a metano bloccata. Non funzionava l'illuminazione pubblica. Non potevamo neanche farci la barba perchè le pile del rasoio erano scariche....e il cellulare aveva ormai poca autonomia. Il frigo era spento e i surgelati si stavano scongelando. L'acqua calda era una chimera. Inutile sperare, per ingannare il tempo, di accendere la tv o lo stereo...Insomma non potevamo compiere quasi nessuno dei nostri gesti quotidiani...

Detto questo ci pare quindi una iniziativa di rilievo estremo quella messa in atto congiuntamente dai Comuni di Montepulciano e Torrita in tema di energia termica e fotovoltaica. Valdichiana anche quella, ma senese e non aretina. Di rilievo e soprattutto la prima in Italia di questo tipo. Chi installerà pannelli solari nelle proprie abitazioni o nelle sedi delle proprie aziende avrà uno sconto sull'ICI, l'odiatissima imposta comunale sugli immobili. Inoltre sarà istituito uno speciale sportello comunale attraverso il quale tecnici specializzati forniranno assistenza a chi installerà i nuovi impianti.

Questo, a nostro avviso, significa incentivare davvero e affiancare i fatti concreti alle troppe belle chiacchiere. A volte basta usare l'intelligenza e mettere a frutto tutte le risorse che ci sono nel territorio, ragionando in maniera lungimirante. L'investimento sarà sostenuto anche grazie all'aiuto di una banca (Credito cooperativo di Montepulciano) e partirà nel 2008. La presentazione ufficiale avverrà nel corso di un convegno da seguire anche per altri motivi, dal titolo "Il sole alla portata di tutti", dedicato alle nuove energie. L'appuntamento è alle 9.30 di Martedì 6 Novembre, a Montepulciano nella sala polivalente degli ex-macelli.

01/11/2007 01:37 commenti (5)

UNO STOP E TRE PARTENZE

Negli ultimi di giorni alcune novità ci hanno posto di fronte a uno stop e tre partenze. Vediamo quali.

Per quanto rigurda lo stop ci riferiamo a Ginezzo e al progetto di eolico lanciato dalla società privata Acciona. Abbiamo fra le mani il testo completo della Valutazione di Impatto Ambientale da parte della conferenza dei servizi della Regione Toscana. Il documento è datato 16 Ottobre ed esprime parere non favorevole alla realizzazione del progetto. Svariati i motivi del No che si trovano esplicate nelle 11 pagine del documento. Provando a fare una sintesi si potrebbe dire che le motivazioni principali sono: le rotte migratorie di alcune specie protette di uccelli, in considerazione anche della vicinanza col lago Trasimeno (l'obiezione viene dalla Provincia di Perugia), la presenza di vincoli paesaggistici, naturali e idrogeologici sia nelle zone in cui dovrebbero essere collocate le pale sia nei tratti dove si dovrebbe interrare il cavidotto (per trasportare l'energia prodotta fino a valle, nella zona di Montanare), alcune incompatibilità con piani regolatori e piani acustici (facilmente superabili) e la classificazione di Ginezzo come ZPS (Zona protezione speciale dal punto di vista faunistico) da parte della Provincia di Arezzo. Sfavorevole, si legge sempre nelle pagine, anche il parere della Soprintendenza che parla di inidoneità dal punto di vista paesaggistico, anche in virtà della vicinanza con Cortona.

Leggendo bene fra le righe, aldilà dei No, l'impressione che si trae è però quella non del tutto sconfortante che il parere sfavorevole non sia dovuto a obiezioni proprie dell'amministrazione regionale, ma solo alla constatazione della presenza di No da parte di altri soggetti. Vedremo poi se ci saranno sorprese o meno nei prossimi mesi: sappiamo bene che l'Italia è anche il paese in cui le regole e i vincoli sono flessibili e vengono riscritti a seconda del bisogno, ci sono solo quando c'è interesse a farli restare, spariscono quando l'interesse va in direzione opposta.

I tre semafori verdi riguardano invece tre interventi la cui realizzazione partirà nei prossimi giorni. Innanzitutto le rotatorie di Camucia, coi lavori all'incrocio di Via dei Mori e alla Maialina. Cliccando qui sotto potete vedere ingrandita l'affissione posta a pochi metri dai luoghi che saranno sede dei lavori che spiega di cosa si tratterà.

Semaforo verde anche a Castiglion Fiorentino con i lavori di sistemazione e messa in sicurezza di Via madonna del Rivaio che avrà un nuovo marciapiede e nuova illuminazione. In questo comunicato potete trovare tutti i dettagli

Infine via imminente anche per la soluzione del "mistero delle 5 vie", con Nuove Acque cha ha appaltato i lavori di manutenzione e potenziamento della rete fognaria nella zona del Calcinaio. Il terribile fetore è quindi destinato a sparire nel giro di pochi mesi. Qui sotto potete ingrandire l'affissione con i dettagli sui lavori:

24/10/2007 00:03 commenti (6)

ANCORA SUL 29 SETTEMBRE

Vi mostriamo oggi questo filmato relativo alla manifestazione di sabato scorso a Badia al Pino e ad Arezzo. Musica e immagini di un corteo colorato e vivace che sicuramente ha segnato una tappa importante per tutti coloro che si sono moblitati negli ultimi mesi.
Lo stesso giorno c'è stato però anche lo sciopero dei lavoratori della Chimet, in totale dissenso coi manifestanti, che sono arrivati a questa drastica scelta per esprimere timori sul loro futuro. Senza voler esprimere giudizi vogliamo solo far notare che il fatto conferma quanto sia diventato difficile conciliare l'occupazione su scala industriale (specialmente sul fronte degli inceneritori) con le richieste di tutela della salute sempre più pressanti da parte di cittadini, comitati e associazioni. In questo mare così agitato il Sindacato naviga a vista e sta a galla molto male.
La manifestazione di sabato non si è comunque risolta in un semplice dire No e le proposte formulate  sulle nuove politiche possibili per lo smaltimento dei rifiuiti e la produzione di energia sono state ben argomentate. A chi comanda il compito di prendere spunto da tutto questo e provvedere a metterlo in pratica, legiferando e investendo in maniera corretta. Tutelare salute e lavoro non è un'utopia. Ben vengano quindi manifestazioni come quelle di sabato, che aldilà delle polemiche contingenti danno un contributo affinchè questo concetto sia accettato da tutti.
01/10/2007 00:07 commenti (11)

29 SETTEMBRE...MI SON SVEGLIATO E...

"...e sono andato a manifestare". Una frase che possono cantare tutti coloro che erano presenti questa mattina alla manifestazione organizzata contro gli inceneritori. Una manifestazione sicuramente riuscita, con una buona partecipazione (specialmente nella seconda parte, ad Arezzo, un po' meno nella prima a Badia al Pino) e senza particolari connotazioni politiche. Tutti insieme con l'obbiettivo di tutelare la salute di chi abita in Valdichiana, difendendo nel contempo l'ecosistema della nostra vallata. Alla manifestazione hanno aderito alcuni comitati di cittadini del nostro territorio (tra cui il Comitato Tutela Valdichiana) più alcune associazioni, forze politiche e gli esponenti dei Beppe Grillo meet-up. Un corteo pacifico, colorato e poco rumoroso che si è snodato prima per le strade della principale frazione del comune di Civitella, con sosta di fronte ai cancelli della Chimet e conclusione davanti al palazzo comunale, poi è ripartito dalla stazione di Arezzo passando per Corso Italia fino a Piazza della Libertà. Gran finale quindi di fronte ai due "palazzi del potere", quello comunale e quello della Provincia. Fra i presenti anche padre Alex Zanotelli, esponente di spicco della nuova cultura pacifista-ecologista da anni attivo in battaglie di questo tipo.

I manifestanti hanno più volte ribadito (negli interventi, negli slogan, nei cartelli e nei manifesti) che la natura della loro mobilitazione è anche propositiva e non si risolve in un semplice dire No al raddopio della Chimet, al raddoppio di San Zeno e alla riconversione in centrale a biomasse della Sadam Castiglionese. Raccolta differenziata, nuove politiche di gestione dei rifiuti, investimenti ingenti per sviluppare nuove forme di energie rinnovabili: questi i tasti su cui si è insistito di più. Adesso si aspetta di vedere le future scelte dei politici. La moblitazione, comunque, è stata ingente e ha dato un segnale di presenza notevole. Si vedrà poi se i comitati promotori della manifestazione, vista la loro forza numerica, potranno assurgere al ruolo di interlocutori attivi o se dovranno rassegnarsi a restare fuori dalle stanze dei bottoni....

(nella prima foto il più pittoresco dei manifestanti, con tanto di maschera antigas, ripreso di fronte allo stabilimento Chimet, nella seconda il corteo di Badia al Pino)

29/09/2007 14:53 commenti (10)