Sommario

Perchè il PdL non fa le primarie? - di Bastiancontrario F.
commenti (1)

Colloqui di lavoro - di Bastiancontrario F.
commenti (6)

Mezzogiorni in famiglia (reloaded) - di Bastiancontrario F.
commenti (1)

Mezzogiorni in famiglia (Castiglioni alla Rai) - di Bastiancontrario F.
commenti (4)

Un punto di vista diverso sui calzini turchesi - di Bastiancontrario F.
commenti (2)

La silente sparizione delle caste - di Bastiancontrario F.
commenti (2)

Il lodo e le sue mitologie - di Bastiancontrario F.
commenti (29)

La sinistra antipatica - di Bastiancontrario F.
commenti (17)

La corazzata Potemkin non è una cagata pazzesca - di Bastiancontrario F.
commenti (21)

Sull'Afghanistan - di Bastiancontrario F.
commenti (10)

Un colpo al buonismo - di Bastiancontrario F.
commenti (2)

Si riparte? Forse... - di Bastiancontrario F.
commenti (3)

La mia modesta opinione su Woodstock - di Bastiancontrario F.
commenti (11)

Indulto? No grazie.... - di Bastiancontrario F.
commenti (3)

Un occhio controcorrente sulla movida - di Bastiancontrario F.
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Non dimenticare, ma soprattutto trovare la verità - di Bastiancontrario F.
commenti (5)

Ma quale Play (parte seconda riveduta e corretta) di Bastiancontrario F.
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Ma quale Play.... - di Bastiancontrario F.
commenti

Fatta la legge...troviamo l'inganno! - di Bastiancontrario F.
commenti

Il governo dei (non) tecnici - di Bastiancontrario F.
commenti (10)



Perchè il PdL non fa le primarie? - di Bastiancontrario F.

Il centrodestra, ribadisce Riccardo Migliori, vicecoordinatore toscano del Pdl, non farà le primarie, «visto che privilegiamo un sistema di selezione e verifica interno». Anche Alessandro Antichi, portavoce dell’opposizione in consiglio, è contrario alle primarie, definite «uno specchietto per allodole, utile solo per illudere gli elettori di avere voce in capitolo».

Ho tratto questo incipit da un comunicato trovato sul sito della Regione Toscana, proprio quell'istituzione che forse per sopperire ad una legge elettorale che non permette il voto di preferenza concede però, sobbarcandosene l'organizzazione, la possibilità delle primarie per scegliere i candidati per la carica di Presidente e le liste per i Consiglieri. Per il PD si profila una sfida fra Rossi e Gelli...per il PdL anche stavolta niente, ed è lecito pensare che come alle amministrative 2009 il nome si saprà molto tardi, magari in dirittura d'arrivo.
Voto a destra, ma sono un sostenitore delle primarie per le regionali e penso che sarebbe giusto estenderle anche per scegliere i candidati alle elezioni politiche. Ho criticato le primarie del PD quando erano fatte solo per ratificare qualcosa di già deciso (es. ai tempi di Prodi o Veltroni) prendendo l'euro o i due euro all'elettore che si sentiva chiamato in causa, ma penso che lo strumento possa essere molto utile.
Credo inoltre che il PdL per sperare di vincere o almeno avvicinarsi a quel traguardo debba imporsi un cambio di tendenza, dando un segnale di novità e trasparenza. Se proprio non vuole far sembrare di copiare il PD con le primarie perlomeno dovrebbe darsi la parvenza di un partito come tutti o quasi gli altri partiti di centrodestra in Europa, con un'organizzazione interna e processi decisionali chiari. Forse tutto questo già esiste, ma di sicuro non viene alla luce. Sarebbe meglio invece farcelo venire fuori, così da poter conquistare ulteriore fiducia dell'elettorato. C'è un trend nazionale positivo, ci sono tanrti comuni anche in provincia di Arezzo (13) in cui il PdL alle ultime europee è stato il primo partito. Chi deciderà il candidato per le regionali del 28 Marzo 2009? Berlusconi con altri due o tre leader nazionali ad Arcore?
11/11/2009 00:23 commenti (1)

Colloqui di lavoro - di Bastiancontrario F.

Oggi provo ad andare un po' sul personale. Non è nel mio stile, perdonatemi, ma la delusione e i dubbi sono parecchi e mi farebbe piacere anche qualche risposta di qualche lettore. In più credo che la mia condizione sia comune a molti giovani e, senza voler fare il piantino del precario (non l'ho mai fatto e mai lo farò, è troppo di sinistra per me!), penso che la cosa sia comunque da segnalare ora che si parla di crisi, di lavoro, di posto fisso, di meritocrazia.

In sintesi in queste ultime settimane ho tentato di migliorare la mia condizione di lavoro provando la scalata ad una nota multinazionale farmaceutica. Sono partito con diversi colloqui superando molti "stadi" di prova. Sono stato a Roma 5 volte in totale, ogni volta passando di fronte a selezionatori che entravano sempre più nel concreto, facendo domande e sottoponendomi a prove. Ieri l'ultima prova col responsabile supremo del personale, figura oscura e mitologica. Mi chiama, mi da un appuntamento a Termini, mi sale sulla sua BMW spiegando che lui i colloqui li fa in auto girando per Roma. "Perfetto" rispondo.

Dopo un po' mi domanda "La freccia di quell'auto, secondo lei, è gialla o arancio?". Do un'occhiata, controllo, rispondo: "Secondo me è arancio, ma si tratta di sfumature". Un minuto di silenzio poi chiede ancora: "E la freccia di quel pullman è gialla o arancio?". Rispondo. Dopo un po' me lo chiede ancora per un'altra auto. Rispondo, me lo richiede, rispondo, me lo chiede, rispondo. Intanto gira per l'Esquilino, poi torna alla stazione, si direge sulla Prenestina. E continua a chiedermi del giallo e dell'arancio. "Quel cartello?" "Quello è giallo". "Quel Mercedes?". "Arancio". Cerco invano di trovare un senso alla grottesca situazione in cui mi trovo, cercando di non trasparire emozioni. "Questo motorino?". "Arancio". "Quel furgone?" "Arancio". Dopo circa 20 minuti siamo di nuovo alla stazione. Si ferma. "Bene, può andare, mi spiace ma non sarà lei a essere selezionato. Grazie e arrivederci"

Beh...qualcuno sa dare una spiegazione a questo colloquio di lavoro? Che dovevo dire? Che dovevo fare? Tutto ciò ha un senso???

05/11/2009 18:51 commenti (6)

Mezzogiorni in famiglia (reloaded) - di Bastiancontrario F.

Mezzogiorni in famiglia (reloaded) - di Bastiancontrario F.

"Solo la nebbia, c'avete solo la nebbia!". Verrebbe da cantare così, trasformandosi in ultras, all'indirizzo della squadra di Puegnago (questo è il nome vero!) del Garda che oggi ha avuto ragione della baldanzosa formazione di Castiglion Fiorentino nella disfida di Mezzogiorno in Famiglia. Fra furti arbitrali continui, prove eroiche quanto inefficaci (memorabile l'appesantito ma dignitoso rigorista) e i 20 litri d'acqua piovuti sulla testa del mitico cantante codato alias Salvatore della patria castiglionese, uno che meriterebbe una medaglia al valore appuntatagli sul petto dal Sindaco Brandi, si è consumata così la seconda puntata dello show condotto da Amadeus e la bella ma dislessica Laura Barriales. Anche oggi, pur essendo di Camucia, ho tifato accanitamente per i "bisisi" e ci sono rimasto male per la sconfitta. Però i vincitori morali sono i castiglionesi, perchè è la Toscana nel suo complesso a risultare troppo superiore alla Padania di Puegnago. Non per fare campanilismi, ma loro ci possono solo invidiare e i collegamenti televisivi, per quanto infarciti di banalità, lo hanno confermato. Noi abbiamo l'arte, la storia, la cucina e mille altre cose splendide. Loro hanno solo la nebbia.

01/11/2009 13:52 commenti (1)

Mezzogiorni in famiglia (Castiglioni alla Rai) - di Bastiancontrario F.

Mezzogiorni in famiglia (Castiglioni alla Rai) - di Bastiancontrario F.
Ma contro chi giocava Castiglion Fiorentino oggi a "Mezzogiorno in famiglia". Pugnago del Garda? Fugnago? Pugliago? Pugliano? Fugliano? Mugnano? Ancora non l'ho capito, pur avendo seguito (su ordine del Direttore che è fuori per lavoro) tutta la trasmissione di stamani. Alla fine sono giunto ad una conclusione: il paesello bresciano era Foiano del Garda, quindi si trattava di un derby. Castiglioni contro Foiano. Ah ah!
La "missione" è stata piacevole e voglio subito dire che bene fanno comuni come quello di Castiglion Fiorentino a cercare occasioni di promozione come questa. Alla promozione si combina poi il sano divertimento per i cittadini più temerari che accontentano così velate voglie di esibizionismo e competizione campanilistica, sentimenti positivi se lasciati entro certi limiti.
Da cortonese (anzi, camuciese) non mi metterò a fare ironie. Ammetto anzi, sperando che il Sindaco Vignini non mi dia il foglio di via, che ho tifato per i castiglionesi e lo farò anche domani. La voce del 19enne codato che cantava "La mia banda suona il rock" mi ha gasato. Ci sono rimasto male che la puntata, finita in parità, sia stata poi decisa a sfavore dei castiglionesi da un ridicolo lancio della monetina. Era dai mondiali di calcio del 1934 che non si utilizzava questo metodo.
Certo, la trasmissione, diretta dall'intramontabile Guardì, conserva formule tipiche di un passato ormai lontano e sinceramente patetico ed è totalmente raffazzonata, piena di errori, gaffes, figuracce. Un po' è il bello della diretta, un po' la cialtroneria assortita di chi ci lavora. Amadeus ci mette grinta per salvare il salvabile, mentre è imbarazzante la presenza di Laura Barriales (nella foto), madrina di Castiglioni (quando si dice la sfiga!) che è riuscita a chiamare in ogni modo possibile meno che in quello giusto. Castigliano Fiorentino, Casteglione Fiorentino, Castel Fiorentino. Un vero mito, così come il "comico" che non fa ridere tarchiato coi baffi, (come si chiama e da dove è uscito fuori?) o l'altro padrino di Castiglioni, il "famosissimo" Nicola Canonico ("e chi c.... è?" è la frase riecheggiata in tutta la Valdichiana stamani) o le due inviate a Castiglioni, le gemelle Squizzato ("e chi c.... sono?" ci sta pure qui).
Ma alla fine noi in Chiana ci sappiamo accontentare e tutto fa brodo per divertirsi e farsi pubblicità. Appuntamento domani mattina alle 11.30. Speriamo di vincere contro Foiano, anzi no... Fogliano... Bugliano... Magliano... Mugnano....boh!
31/10/2009 13:07 commenti (4)

Un punto di vista diverso sui calzini turchesi - di Bastiancontrario F.

Un punto di vista diverso sui calzini turchesi - di Bastiancontrario F.
Due parole per evidenziare la mia lontananza dal tono quasi univoco di indignazione per il famoso servizio di Mattino 5 che spiava le abitudini del giudice che ha deciso il maxi-risarcimento di Finivest a De Benedetti.
Caro Fede, come probabilmente avrai previsto, non sono d'accordo con te.
Preciso subito che il servizio è assolutamente indifendibile, è un prodotto sciatto di un giornalismo di bassissima lega. Anzi, non è proprio giornalismo, è solo uno squallido e maldestro tentativo (totalmente fallito) di creare gossip sul nulla, su un calzino turchese e due sigarette fumate mentre si è in fila dal barbiere prendendo di mira qualcuno che ha creato disturbo al proprio datore di lavoro. Su questo quindi siamo d'accordo.
Le cose da dire sono però due. La prima che è ingiusto estendere questo ciarpame a tutto il fronte dei sostenitori di Berlusconi e del suo governo. Pur con tutti i difetti che hanno stavolta non si può scaricare la responsabilità a chi non ce l'ha. Fare di tutta l'erba un fascio, mettendo insieme Brachino, Feltri, Signorini, Fede (pure lei si è dissociato e ha rifiutato il servizio!), il Tg5 e tutta l'armata di Mediaset e delle altre proprietà editoriali del Presidente è sbagliato.
Seconda cosa: tu Fede dici che adesso ti è simpatico Travaglio. Bene, senza nulla di personale non ho problemi ad affermare che quel tipo di giornalismo scandalistico, quello del Fatto Quotidiano, ma anche quello di Repubblica quest'estate, è semplicemente l'altra faccia della medaglia del patetico gossip di Mattino 5. E' fatto sicuramente meglio, ma in fondo non è tanto differente. Capita infatti spesso di leggere da quelle parti articoli fondati sullo spionaggio delle vite private di vari personaggi politici e non. La casa romana della Carfagna, tanto per fare un esempio, ma ce ne sono stati tantissimi altri. Tutto o quasi sul sentito dire. Le foto di Villa Certosa su El Pais cosa erano se non l'intrufolarsi nella vita privata di una persona? Che c'era di diverso rispetto a una telecamera che segue un giudice?
Si cerchi di essere coerenti ammettendo che gli errori sono su entrambi i fronti perchè ormai è scomparso il concetto di giornalismo come sarebbe giusto fosse inteso, sepolto dalle mitologie all'americana tipo Watergate da una parte e dal gossip ciacino e servizievole per gli interessi del padrone dall'altra.
19/10/2009 16:07 commenti (2)

La silente sparizione delle caste - di Bastiancontrario F.

La silente sparizione delle caste - di Bastiancontrario F.
Dove è finito Gian Antonio Stella? Dove sono finite le caste?
Se alla prima domanda è difficile rispondere, vista la sparizione del valente autore de "La Casta" (in coabitazione con Sergio Rizzo) da tutte le tv e radio nazionali alla seconda si risponde molto semplicemente. Le caste sono ancora quasi tutte al loro posto, specialmente quelle della politica che il bestseller rizzostelliano, capace di vendere nel periodo prodiano 2007-08 ben un milione e duecentomila copie, aveva messo a ferro e fuoco. Rizzo e Stella invece sono spariti (dai media, si intende...), così come nessuno da diversi mesi parla più di riduzione del numero dei parlamentari, di riduzione dello stipendio e dei privilegi dei politici, di abolizione delle province e degli enti cosiddetti "inutili" eccetera.
L'ultima notizia circolata su Il fatto quotidiano, giornale che leggo per avere qualche notizia in più pur non condividendo la linea editoriale, fa accapponare la pelle. L'ultima settimana della Camera dei deputati, culminata col No alla legge sull'omofobia, è durata appena quattro ore. Poi la seduta è stata aggiornata e dal "transatlantico" sono fuggiti tutti. Se ne riparla in settimana prossima.
Fosse successo due anni fa un episodio simile avrebbe scatenato il finimondo: Vespa, Matrix, battute di Greggio a Striscia la Notizia, tuoni e fulmini di Beppe Grillo, puntatone di Anno Zero, Ballarò, L'infedele, Otto e mezzo e altro ancora. Stavolta invece poco o niente, a malapena qualche titolicchio su qualche giornale, ma senza troppo rumore.
Perchè non si parla più delle caste? Oppure, ribaltando la domanda, perchè un paio di anni fa se ne parlava tanto? Qualcuno saprebbe darmi una risposta?
15/10/2009 15:41 commenti (2)

Il lodo e le sue mitologie - di Bastiancontrario F.

Il lodo e le sue mitologie - di Bastiancontrario F.
Due parole sul tema del giorno, la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale. Tentiamo di fare chiarezza su un po' di mitologie.
La prima è il ruolo e l'essenza della corte, che altro non è (lo dice la costituzione) che uno degli organi dello stato, formato da giudici, che ha fra le sue funzioni quella di esprimersi sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi. Nessun giudizio universale insomma, ha detto bene Casini. Sulla "politicizzazione" della Corte si può dibattere quanto si vuole, ma tutto è opinabile. Alla lettera della costituzione la Corte è infatti composta di 15 membri nominati per un terzo dal parlamento, per un terzo dal presidente della repubblica, per un terzo dalla magistratura. Tutto il resto sono ipotesi.
Un'altra mitologia è quella che adesso, senza Lodo Alfano, Berlusconi è condannato alla galera. Niente di tutto questo, anzi. Basta infatti leggere un po' in giro e farsi due conti per capire che dei quattro processi che pendono attualmente su di lui l'unico che lo può preoccupare è quello Mills, per il quale comunque si profila una prescrizione, che non significa essere innocenti e quindi non è la stessa cosa di essere assolti, ma ha gli stessi effetti.
Mitologia affine a questa è quella delle ipotesi del crollo del governo, della sostituzione in corsa di Berlusconi., delle elezioni anticipate C'è in parlamento una maggioranza disposta a un colpo di mano? Non credo proprio.  In caso di elezioni anticipate Berlusconi verrebbe sconfitto? Penso proprio di no.
La quarta e ultima mitologia è legata invece alla gazzarra fra il premier e il presidente Napolitano che si sono scontrati con toni peraltro di bassa lega. Chi considera Berlusconi sconfitto e Napolitano vincente sbaglia di grosso. Tuttalpiù sono entrambi perdenti. Non va infatti dimenticato che dopo l'approvazione dei due rami del parlamento Napolitano non esitò ad apporre la propria firma alla promulgazione del Lodo. Evidentemente, basandosi su quanto detto dalla consulta in merito al Lodo Schifani nel 2004, non lo aveva ritenuto incostituzionale nemmeno lui.
07/10/2009 21:42 commenti (29)

La sinistra antipatica - di Bastiancontrario F.

La sinistra antipatica - di Bastiancontrario F.
Ho già espresso i miei dubbi sul nichilismo anti-accademico di Brunetta. Eccessivo, non degno di quello che secondo me dovrebbe essere un politico. Un comportamento che rincorre la massa invece di guidarla. A rischio qualunquismo.
Però mi voglio anche chiedere perchè questo "sentimento diffuso" (così lo chiamava, correttamente, il Direttore nei commenti) esiste. Qual è il motivo per cui l'odio per il "culturame" ha così tanta presa e funziona come argomento demagogico?
Semplice: perchè la sinistra ci mette veramente del suo a diventare antipatica. Sia ai piani alti che a quelli bassi. Potrei fare decine di esempi.
Il problema è sempre quello, la puzza sotto il naso. Il sentirsi appartenenti a qualcosa di superiore, a una minoranza che ha chiare le cose mentre la massa cade vittima degli inganni mediatici berlusconiani, è tipico di tanti. Snobismo bello e buono. Ad esso si unisce il credersi superiori perchè si possiede cultura, come se essa fosse l'unico termine per giudicare il valore effettivo di una persona. Ma quale cultura? Quella dei film pseudo-culturali (un esempio a caso...Scandalosa Gilda con la Guerritore prima del restyling di Anno Zero) che per 15 o 20 anni c'hanno devastato i nervi? Mi si faccia il piacere....
Intendiamoci, non tutta la sinistra è così. C'è ancora una sinistra umile, popolare, verace, che lotta con abnegazione e pensa più ai fatti che alle chiacchiere. E' l'unica degna di fregiarsi di questo nome. Pure il PD ultimamente sta migliorando perchè perde molti di questi snob che vanno verso Di Pietro. Tutto il resto è atteggiarsi e poco più. Un atteggiarsi che non è più di moda, è sempre più antipatico e troppo facilmente scardinabile.
Di alcuni personaggi che vivacchiano da decenni la sinistra dovrebbe quindi avere il coraggio di disfarsi.
Tipico di tutto questo il caso di Striscia la Notizia ieri sera. Se la prende con Fuksas, il noto architetto, uno notoriamente di sinistra. Lui, alla vista di un tapiro, suggerisce a Staffelli di andare a consegnarlo a "Papi", ovvero (dice lui) "il tuo padrone". La frase in sè non sarebbe male, ma detta da uno come Fuksas per la sinistra diventa l'ennesimo boomerang.
29/09/2009 00:18 commenti (17)

La corazzata Potemkin non è una cagata pazzesca - di Bastiancontrario F.

La corazzata Potemkin non è una cagata pazzesca - di Bastiancontrario F.
Il grande rischio che sta dietro alle boutade di personaggi come Brunetta e Feltri (se ne parla tanto in questi giorni) è quello di generalizzare troppo facendosi travolgere dal qualunquismo.
Entrambi mi sono simpatici. Entrambi quando se la prendono con una parte di dipendenti pubblici e di baroni del mondo culturale dicono cose buone e giuste, le dicono chiare e forti (grande cosa nel paese del buonismo e del politichese), ma non fanno altro che assecondare un'onda che nasce altrove, dal mediocre pensiero comune italiano. Un'onda che poi rischia di travolgerli e di portare via con sè anche quello che c'è di buono nelle pubbliche amministrazioni e nel mondo culturale italiano.
Anche io ce l'ho coi fannulloni, mi incazzo se sto in fila un'ora alle poste o se entro in un ufficio in Comune e nessuno mi prende in considerazione. Anche io quando vado al cinema e vedo un film orrendo fatto col finanziamento ministeriale (cioè soldi miei) mi indigno e mi sfogo con la fidanzata.
Però da un politico e da un direttore di giornale nazionale continuo a pretendere che rimangano una spanna sopra di me, ragioniere precario e miserrimo articolista di un giornale locale. Vorrei meno superficialità e messaggi che si dirigano un po' meno allo stomaco della gente, ma alla testa, e soprattutto indirizzino il sentire comune e non vadano dietro ad esso.
Lo ammetto, ho ancora l'illusione che possa esistere in Italia un'èlite politico-culturale in grado di guidare il paese elevandolo verso l'alto. Di questa èlite non può certo far parte Di Pietro, ma neanche Brunetta e Feltri,  ad esso pressochè speculari, a meno che non cambino atteggiamento.
Il pericolo di questo forzoso "pane al pane vino al vino" è di fare come con Fantozzi e il suo "La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca", sacrosanto e saggio urlo di protesta contro l'accademismo diventato col tempo urlo di cafoneria, approssimazione, parole e vite vissute a vanvera. Un tempo urlo dei meno, adesso urlo dei più.
22/09/2009 01:55 commenti (21)

Sull'Afghanistan - di Bastiancontrario F.

Sull'Afghanistan - di Bastiancontrario F.
Senza voler speculare sulla tragedia di ieri o fare retorica (ne è stata piena la giornata, dalla Tv fino a Facebook) mi preme soltanto mettere in luce una contraddizione di chi, specialmente all'estrema sinistra, lancia appelli per il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan.
E' un fatto di coerenza. Da un lato infatti dipietristi e sinistri esaltano la costituzione italiana e la forma democratica repubblicana del nostro paese, ergendosi a difensori di tale istituzione di fronte a chi (discorso che si sente da 60 anni almeno, per ora senza che nulla o quasi sia mai cambiato!) vorrebbe insidiarla; dall'altro però si oppongono alla scelta di mobilitare truppe affinchè questo modello di democrazia possa imporsi finalmente anche in Afghanistan. Considerando che l'Italia conquistò la democrazia (ossia la forma che da costoro viene considerata "perfetta") proprio grazie a truppe occupanti che guidarono (insieme al CLN) il trapasso alla democrazia ci si rende velocemente conto che in questo discorso qualcosa non quadra.
Perchè quello che andava bene per l'Italia del 1943, i cui effetti si vorrebbero preservare in eterno, non va bene adesso per l'Afghanistan? Qualcuno me lo spieghi. Si potrà dire forse che è troppo presto per fare le elezioni visto il caos ancora esistente, che l'Afghanistan non ha ancora una classe politica all'altezza ecc ecc, ma tutti questi discorsi non giustificano il ritiro delle truppe, ma semmai il mantenimento di esse sul suolo afghano.
Ecco quindi che, pur non essendo preda delle retoriche sulla "patria" e condividendo il concetto che ogni guerra è inutile e ogni spreco di vite umane è assolutamente da evitare, non riesco a condividere certe posizioni. Tutto questo anche se lo sdegno è tanto e la tentazione di dire "facciano da soli" è piuttosto forte.
18/09/2009 09:44 commenti (10)

Un colpo al buonismo - di Bastiancontrario F.

Un colpo al buonismo (la Semenya e l'11 Settembre)- di Bastiancontrario F.
Forse qualcuno ricorderà (sicuramente se lo ricorda il Direttore) la finale degli 800 metri femminili agli ultimi mondiali di atletica di Berlino. Una specie di missile in maglietta gialla e pantaloncini verdi seminò di una buona cinquantina di metri il resto delle atlete. Il suo nome era ed è Caster Semenya e la sua età 18 anni. Il suo sesso, almeno all'anagrafe, femminile.
Ci fu qualcuno che subito, notando la pronunciata mascolinità della Semenya accostata alla sua forza straordinaria, iniziò a far serpeggiare qualche dubbio. Ma i rari "Questa non è una donna" furono subito sepolti da un coro di voci scandalizzate, gonfie di richiami al rispetto dell'identità e altri discorsi che hanno un senso in ogni contesto umano meno che in quello sportivo, dove è necessario sapere come stanno le cose. Non per fare violenza o discriminazioni, ma per capire. La Federazione internazionale dispose accertamenti medici, e di nuovo si alzò il coro degli scandalizzati.
Ebbene: è notizia di oggi che le analisi hanno stabilito che l'atleta sudafricana è effettivamente un ermafrodito. "Non ha ovaie ma testicoli maschili interni, che secernono grandi quantità di testosterone", dicono i medici.
Tirando fuori la povera Semenya, che poco c'entra, l'episodio segna una meritata sconfitta al buonismo che permea il mondo e rende tutto più noioso. Una vera tranvata sul muso dei propagandatori del politically correct, probabilmente gli stessi che nel ricordare l'11 Settembre 2001 dimenticano di celebrare anche altre stragi ugualmente tragiche e vergognose (una per tutti l'11 Settembre cileno, ma se proprio si vuole restare in occidente basterebbe parlare delle guerre jugoslave, ormai totalmente dimenticate) e soprattutto di chiedersi perchè in quel giorno parte (fortunatamente molto piccola) dell'umanità sia caduta così in basso
11/09/2009 11:36 commenti (2)

Si riparte? Forse... - di Bastiancontrario F.

Si riparte? Forse... - di Bastiancontrario F.
E' Settembre. Dopo un'Agosto dal sapore anni sessanta tipo Domenica d'agosto che caldo fa (tutto chiuso, città vuote, tutti in ferie anche se principalmente a casa...) l'estate sta finendo e si ricomincia a lavorare. Tutti si rimboccano le maniche e ripartono. Ma come ripartono? Hanno davvero motivo di ripartire o no?
Nei giornali da un bel po' l'argomento crisi è relegato in secondo piano. Ormai non interessa più, o non fa più comodo per speculazioni politiche. Molto meglio parlare di gossip, delle donne di Berlusconi, del giornale dei vescovi...argomenti molto più estivi. Eppure la crisi esiste ancora, così come la gente in cassaintegrazione e quella in cerca di nuovo lavoro perchè licenziata o perchè l'aziendina familiare che aveva ha i conti in rosso, ma si sentono solo numeri che poi, nel gorgolio mediatico attuale, diventano quasi privi di significato e non interessano più come prima.
La sensazione generale è quella che il peggio sia passato, ma in realtà le timide riprese si sono viste nelle economie dei grandi paesi industriali, l'Italia è ancora nel gorgone e ha da aspettare un bel po'. In particolar modo la provincia è a rischio collasso. Nessuna tv lo dice, ma basta parlare con qualche imprenditore locale un minimo intelligente per capire che il prossimo autunno-inverno sarà una stagione alquanto difficile. La pausa estiva ha infatti mascherato i problemi. Il sole e il mare (a "spizzichi e bocconi") hanno fatto dimenticare l'assenza di commesse per Settembre. Non c'è lavoro, nessuno compra, non c'è modo di far quadrare i conti e l'unica è aspettare, tagliando i rami secchi che però non sono pezzi di legno ma persone in carne ed ossa.
Spero che i nostri Sindaci, che pure poco possono fare, abbiano coscienza della cosa. In particolar modo l'edilizia è allo stremo, ma anche tutto l'indotto ad essa collegato, che nel nostro territorio chianino ha un rilievo importante. E nel nostro territorio ci sono almeno altri 3 nodi cruciali che dovranno essere risolti nei prossimi mesi: ex-Sadam, Cantarelli e Tab. Questo per evitare anche che quegli operai si riversino in cerca di lavoro in un mercato già troppo saturo.
Al lavoro tutti quindi, compreso chi amministra. E si faccia quel che si può, che già qualcosa sarebbe
02/09/2009 13:54 commenti (3)

La mia modesta opinione su Woodstock - di Bastiancontrario F.

La mia modesta opinione su Woodstock - di Bastiancontrario F.
Si susseguono in questi giorni su tv e giornali ma anche in tanti locali, con gioia dei proprietari per i quali ogni scusa è buona per fare feste a tema e incassare, le celebrazioni per i 40 anni di Woodstock. Ovviamente il coro è unanime: grande evento, momento storico, artisti simbolo di un'epoca ecc. ecc.
Per carità, tutto vero. Demolire Woodstock è impossibile anche per un Bastiancontrario, però si può tentare di ridimensionarlo un po' premettendo che lo si fa anche per stimolare le repliche dei lettori e che pure il direttore almeno fino a ieri sera era abbastanza d'accordo con me.
Dico quindi che Woodstock è stato il più importante raduno musicale della storia, ma più che altro nella percezione dei posteri, grazie all'alone mitico che col tempo gli si è creato intorno, assolutamente non equilibrato alla portata reale dell'evento in termini materiali e soprattutto musicali.
All'epoca fu "solo" uno dei principali festival di quegli anni, al pari di Monterey (1967) e delle varie edizioni di quello dell'Isola di Wight (1968-70). Ci andarono 400mila persone (secondo fonti non ufficiali un milione, a quanto pare anche in America ci sono le Questure...) cifra ingentissima e soprattutto inattesa ma comunque inferiore a quelle raggiunte da tanti altri eventi musicali. Doveva essere a pagamento ma la gente entrò quasi tutta gratuitamente, doveva durare tre giorni ma durò quattro...tutte cose che contribuirono a circondarlo di quel senso di "liberazione collettiva" che poi sarebbe stata la sua fortuna.
Musicalmente vide sul palco 32 act, alcuni dei quali molto importanti, ma anche molti nomi pressochè sconosciuti che sarebbero poi divenuti famosi proprio con quel concerto (es: Joe Cocker e Santana). A parte Hendrix (che però suonò molto meglio a Monterey!) e gli Who propose una serie di artisti che a 40 anni di distanza segnano decisamente il passo e restano confinati nella loro epoca, incapaci di condizionare i futuri sviluppo della musica o di rinnovarsi negli anni successivi, legati ormai mani e piedi a quel festival e quel movimento giovanile. Jefferson Airplane, Grateful Dead, Joan Baez, Canned Heat, Creedence clearwater revival sono infatti grandi comprimari della musica di fine anni sessanta e soprattutto sono figli del loro tempo, un po' come Manu Chao col G8 di Genova.
E così come loro anche Woodstock è figlio del suo tempo; il movimento hippie è la sua fortuna ma anche la sua fine. La prova del nove di questo è l'immagine bignamizzata del festival rimasta nell'immaginario collettivo televisivo dopo un'operazione di normalizzazione che somiglia alle agiografie dei Santi: furgoncino col simbolo della pace, canna in bocca e corpi nudi rintontiti e sporchi di fango. Nient'altro.
Chiudo con l'ultima precisazione credo utile a molti: a Woodstock Bob Dylan non ha partecipato.
21/08/2009 01:28 commenti (11)

Indulto? No grazie.... - di Bastiancontrario F.

Indulto? No grazie.... - di Bastiancontrario F.
Libertà...indulto...non ce la facciamo più...basta stare così ammassati...siamo uomini non siamo bestie... sono le parole riechieggiate ieri sera nel corso della protesta di alcuni detenuti all'interno del carcere aretino di San Benedetto. E' iniziata alle 21 e si è protratta per circa un'ora con urla, rumore di pentolame e brandelli di stracci bruciati e lanciati dalle inferriate delle celle.
Un mondo parallelo di cui pochi sembrano curarsi s'è fatto così sentire al termine di una giornata dedicata in tutta Italia proprio al problema delle carceri, con 150 parlamentari che hanno fatto visita a vari istituti penitenziari. Improvvisamente, dopo un po' di ore di relax e bistecche alla brace, ci siamo ricordati che esistono anche i detenuti e spesso, molto spesso, vivono in condizioni inaccettabili di sovraffollamento.
Il problema è reale e la protesta va ascoltata, ma non mi convince l'interpretazione data da alcune parti politiche (nel nostro caso il consigliere regionale Roggiolani, dei Verdi, leggete qui). Non sono un giustizialista nè interpreto la pena come una vendetta, capisco il punto di vista di Roggiolani, però credo che il rischio di queste interpretazioni garantiste sia quello di trasformare l'Italia nel paese del perdono sempre e comunque, dell'indulto continuo, delle grazie e delle amnistie di cui poi beneficiano sempre i più furbi o i più fortunati, con una logica da terno al lotto davvero inquietante.
Cerchiamo invece di tenere viva la legalità, utile come deterrente ma soprattutto utile all'immagine del nostro paese. Meglio quindi discutere sulle pene, sui reati da colpire con maggiore o minore forza, ma garantire il rispetto della legge senza tante scappatoie. Se la pena c'è questa va fatta scontare, ovviamente in condizioni umane e senza vendette. Punto. Invece di stare tanto a discutere quindi c'è solo tirar fuori i soldi, aprire carceri pronti da anni ma lasciati a marcire (Striscia la notizia ne scopre uno a settimana), aumentare i fondi al personale di custodia e cercare pure una soluzione per i circa 20mila detenuti stranieri (su 63mila totali!) che potrebbero tranquillamente essere rispediti a casa loro.
foto: Arezzonotizie.it
16/08/2009 02:20 commenti (3)

Un occhio controcorrente sulla movida - di Bastiancontrario F.

Un occhio controcorrente sulla movida - di Bastiancontrario F.
Vorrei dire la mia sulla movida, riprendendo l'articolo di ieri del direttore facendo qualche appunto ad alcuni commentatori che mi pare si lancino in giudizi affrettati.
Dico subito che faccio parte, essendo ancora abbastanza giovane, di quel gruppone di persone che la sera affolla il finale di rugapiana (per i non cortonesi: Via Nazionale) eppure non mi sento affatto un replicante, anche se buona parte delle persone che condividono con me queste serate fatte di birra, sigarette e chiacchiere probabilmente lo sono. Io mi ritengo un essere umano con personalità autonoma (dote rara, lo so) che di certo non scompare se compio azioni tipiche di tante altre persone. Inoltre posso ancora fare le due o le tre senza conseguenza fisiche e/o lavorative particolari, ma nonostante questo non mi sento un vitellone. Infine non ho mai vomitato nè sono mai stato particolarmente ubriaco. Nemmeno mi drogo. Si vabè, di chiacchiere anche inutili, di cortesia ne ho fatte tante. Ma oltre a quelle....
Il problema è che nessuno si chiede perchè si arrivi a questi atteggiamenti di massa, sicuramente rumorosi ma in fondo non così terribili, a parte per le poche famiglie che stanno sui palazzi di sopra che sicuramente non passano bene queste notti d'estate. Ci si ferma alla condanna degli schiamazzi, in parte giusta, ma non ci si domanda il perchè.
Perchè si arriva a bloccarsi in due metri quadrati con la sigaretta e la birra? Secondo me anche perchè non c'è nient'altro da fare, perchè la città e i dintorni non propongono nulla di interessante specialmente per i giovani. Dovremmo farse andare a farci spellare con la lirica al Tuscan?
Purtroppo non ci sono alternative perchè Cortona è una città concepita per un certo turismo e per un certo tipo di persone e anche cominciare ad andar fuori collezionando concerti, spettacoli o sagre è costoso. A stare nel toboga di fondo Ruga si risparmia anche se spesso l'unico colpo di scena nasce dall'osservazione di qualche ubriaco o dallo scoppio di una rissa.
Voglio comunque far notare (anche se sono uno dei pochi del gruppone a farlo) che quando c'è qualcosa di diverso e interessante a basso costo mi ci fiondo, vedi Cortona Sound Festival, Umbria Jazz, Play Art o i concertini jazz in piazza Signorelli o quelli pop il venerdì sera al bar della Coop. Sono pure andato a vedere l'heavy metal a Mercatale o il blues al Lago, pur di cambiare aria. Ma non posso inventarmi ogni sera una scusa per sparire...
Quindi, please, evitiamo di fare di tutta l'erba un fascio. Di sicuro i divertimenti giovanili attuali sono quel che sono e i livelli cerebrali in giro sono bassini, la tendenza all'uniformazione è galoppante, ma non tutto è nero come lo si vuole dipingere.

05/08/2009 21:41 commenti (1)

Non dimenticare, ma soprattutto trovare la verità - di Bastiancontrario F.

Non dimenticare, ma soprattutto trovare la verità - di Bastiancontrario F.
Oggi quattro righe probabilmente inutili e retoriche ma che vengono dal cuore. E' il 29esimo anniversario della strage di Bologna. So bene che non ha troppo senso per un sito come questo occuparsi di queste cose non locali e ormai lontane nel tempo. Però visto che a Bologna ho vissuto per un po' e oggi certi giornali hanno messo in luce la disinformazione e la perdita totale di memoria storica intorno a questo che è stato il più grave evento terroristico in Italia (i giovani interrogati sul tema parlano di "strage di mafia", "strage delle br"....) voglio dare un piccolo contributo.
Il 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna morirono 85 persone e 200 rimasero ferite in seguito all'esplosione di un ordigno collocato nella sala d'aspetto di 2a classe. Immagini terribili: la stazione devastata, l'opera disperata dei soccorritori, quei terribili "pullman della morte" coi finestrini oscurati da lenzuola bianche usati per portare i via i cadaveri.
La cosa più terribile è però che ancora, a 29 anni di distanza, alcune condanne ci sono state (in Cassazione) ma non si è fatta luce sui mandanti, sui depistaggi, sugli intrecci fra politica, malavita, servizi segreti e altro ancora che hanno portato a questo tragico evento. La colpa l'hanno presa i neofascisti, ma non si è mai capito chi c'era dietro loro.
A chi dice che è l'ora di chiudere definitivamente i conti con l'epoca degli anni di piombo voglio allora dire questo: prima di lavare le colpe di tutti con la solita grande amnistia italica sarebbe forse il caso di accertare queste colpe per filo e per segno, visto anche che i tempi sono cambiati, gli anni sono passati e non c'è più una scusa geopolitica, sociale o ideologica che lo impedisca
02/08/2009 14:12 commenti (5)

Ma quale Play (parte seconda riveduta e corretta) di Bastiancontrario F.

Ma quale Play (parte seconda riveduta e corretta) di Bastiancontrario F.
Due o tre cose sul Play Arezzo, visto che si è concluso ieri sera, poi giuro non ci torniamo più.
Per prima cosa va detto che da giovedì, data del mio precedente articolo, si è ridimensionato l'insuccesso di pubblico, visto il boom registrato con la notte di venerdì (quella "rosa") e le ottime presenze di sabato e domenica. Ciò significa che nonostante tutto il Play pur non essendo un brand degno di Arezzo Wave è comunque un festival di rilievo.
Proprio sui numeri però non riesco a capire che bisogno ci sia di gonfiarli esageratamente, cosa tipica della stampa locale in questi giorni. La sera della Guzzanti c'ero. Qualcuno ha scritto che al Prato c'erano 10mila persone. Qualcuno ha scritto che ce n'erano 8mila. In realtà, e spero di non sembrare un funzionario della Questura, sotto al palco non c'erano più di 5-6 mila unità. Comunque tante, ma non quante qualcuno vorrebbe farci credere.
Il direttore di questo sito ritiene che il difetto peggiore del Play, oltre ai costi (ma ormai tutto costa), sia la mancanza di un'identità chiara. In effetti il mescolare teatro e varie forme d'arte con la musica continua a non convincere neanche me. Il lato principale da migliorare però, se posso permettermi un suggerimento, è quella della poltiicizzazione. E' vero che la maggior parte degli artisti sono di sinistra ed è brutto dover ragionare di par condicio anche per gli spettacoli, ma quest'anno si è un po' esagerato. La Guzzanti, donna che comunque rispetto, ci ha regalato nient'altro che un comizio di due ore per l'Italia dei Valori. A chi giova tutto questo, a parte Di Pietro e Grillo?
27/07/2009 19:52 commenti (1)

Ma quale Play.... - di Bastiancontrario F.

Ma quale Play....  - di Bastiancontrario F.
Quest'anno il Play Arezzo, anche se siamo solo a metà del programma e faccio in tempo ad essere smentito, sta andando maluccio e mi sembra giunto il momento che qualcuno abbia il coraggio di scriverlo. Altrimenti qui si perdonano troppi flop, da quello della mostra robbiana dell'inverno scorso (nessuno ha mai scritto niente) ai tanti festival pseudoculturali in giro per la provincia. Bene investire sulla cultura, ma dopo un po' di anni forse sarebbe il caso di tirare un bilancio e cominciare a sfrondare, puntando sì su ciò che è cultura, ma assicurandosi che questo renda anche un po' rispetto a quanto costa e sia in grado di raggranellare almeno un po' di gente.
E' questo un messaggio che invio anche ai nuovi assessori alla cultura, specie provinciali. Magari facciamo meno cose, ma facciamole meglio e premiamo chi merita. Altrimenti coi soldini a pioggia, un tot a vallata , non si sviluppa mai niente di davvero interessante.
Ma venendo al Play....non contesto Patti Smith nè Tracy Chapman, artisti fritti e rifritti ma comunque di spessore. Contesto, e lo faccio bonariamente e comunque con stima personale verso gli organizzatori, l'assenza di fantasia.
Assenza di fantasia che significa chiamare ancora i Negrita, già visti nelle edizioni passate, sperando di salvare la baracca. Assenza di fantasia che significa ricorrere agli escamotage da festivalino di sinistra sfigata tipo chiamare la Bandabardò per assicurarsi un certo tipo di pubblico. Assenza di fantasia che significa organizzare la notte rosa e chiamare Sabina Guzzanti (stasera) tanto per smentire le voci che si tratta di un festival politicizzato. E poi Vinicio Capossela, bravo ma visto decine di volte in zona. E' vero che in giro di italiano buono c'è poco, però....
Non sono mai stato un amante di Arezzo Wave, ma va detto che l'atmosfera era ben diversa. Quello, nel bene e nel male, era un festival musicale. Questo non si capisce bene cos'è, e la presenza di pubblico scarsa (la gente preferisce restare nel corso o andare al caffè dei costanti) lo conferma.
Altro problema, che c'è dal primo anno, quello dei costi. Non si possono pagare 15 euro per la Bandabardò. Insomma, dopo una seconda edizione un po' migliore, il terzo anno del Play non mi sta piacendo. Ma spero di essere smentito prima di domenica.
24/07/2009 10:58 commenti

Fatta la legge...troviamo l'inganno! - di Bastiancontrario F.

Fatta la legge...troviamo l'inganno! - di Bastiancontrario F.
Poche righe su un aspetto del cosiddetto "pacchetto sicurezza" appena entrato in vigore, legge che comporta grosse novità sia per gli stranieri che si trovano in Italia che per gli italiani che hanno a che fare, in modo più o meno diretto, con l'immigrazione.
Non entro in discorsi legati all'opportunità o meno dell'istituzione del reato di clandestinità, della sua utilità o inutilità, del fatto che possa essere o meno una norma razzista ecc ecc. che mi sembrano abbastanza inutili.
Allo stesso modo premetto che mi sembra assurdo dire come fanno alcuni che si istituisce il reato non per farlo rispettare davvero, ma solo per "dare un segnale" di serietà a tutti i malintenzionati. Se si fa una legge lo si fa per farla rispettare e ne ho abbastanza del classico costume italiano fatto di escamotage, scaltrezza, fregature, raccomandazioni, raggiri, furbate, azzeccagarbugliate e lavacri di massa detti "sanatorie"....
Credo però anche che una legge vada fatta quando si sa che sarà applicabile senza effetti devastanti nel tessuto sociale. Il caso di colf e badanti che assitono anziani e sono una stampella fondamentale per le nostre famiglie è gravissimo. Stando alla lettera della legge 500mila di loro rischiano addirittura l'arresto e migliaia di famiglie italiane possono trovarsi nei guai.
Beh, non possiamo di sicuro arrestarle tutte. Fatta questa legge tocca allora adoperarsi per trovare l'inganno. Che fare??? Facciamo i tolleranti ecumenici alla Giovanardi, di scuola ex-Dc, proponendo una bella sanatoria all'italiana che tagli la testa al toro? Facciamo i duri e puri stile Lega trattando le colf abusive come gli abusivi dei cantieri edili o delle fabbrichette del nord? Oppure ci piace più l'aum aum (si scrive così?) stile PdL in base al quale la legge si scrive, ma poi implicitamente si stabilisce di farla applicare solo per alcune categorie?
06/07/2009 03:00 commenti

Il governo dei (non) tecnici - di Bastiancontrario F.

Il governo dei (non) tecnici - di Bastiancontrario F.
Spiace constatare come il mio auspicio formulato su queste pagine non sia stato ascoltato. Assicurando di conoscere il fatto che in un Comune la gestione tecnica delle cose è affidata ai tecnici (scusate il bisticcio di parole) e l'indirizzo politico agli assessori avevo sperato che finalmente ad essi venissero assegnate deleghe quantomeno attigue alle professioni da loro svolte in cui potessero quindi esprimere particolari competenze facilitando il lavoro della macchina comunale ed arrivando a risultati migliori. E invece niente anche stavolta.
Ovviamente mi riferisco al caso della mia Cortona, non parlo degli altri comuni dei quali non conosco i nominati. Questo mio discorso non vuol significare che le persone selezionate da Viginini non siano valide, nè che faranno sicuramente male. Però, e spero che i fatti non mi diano ragione, potevano essere distribuite diversamente così da produrre di più da subito.
Senza nulla di personale, tanto per fare un po' di esempi....avevamo un architetto e un geometra ma i lavori pubblici e l'urbanistica sono finiti altrove. Avevamo 3 assessori molto giovani, ma non hanno avuto le politiche giovanili. Avevamo un'esperta nel settore informatico, ma non le hanno dato l'innovazione tecnologica. E mi fermo qui.
Alla fine l'unica scelta incontestabile pare quella della cultura. Vignini se l'è tenuta e ha fatto bene. Almeno lui faceva il bibliotecario
29/06/2009 03:56 commenti (10)