Sommario

Della Robbia: l'itinerario a Foiano
commenti (1)

SIGNORELLI, L'OCCASIONE MANCATA
commenti

QUALCHE INVISIBILE FINALMENTE...VISIBILE
commenti (2)

LA SFINGE: SEDICESIMA MOSTRA COLLETTIVA D'ARTE
commenti (5)

I GIOIELLI ETRUSCHI ISPIRANO GLI ARTIGIANI CONTEMPORANEI
commenti (5)

LABORATORI DIDATTICI PER BAMBINI AL MAEC
commenti (4)

MA LA TANELLA E' LA TOMBA DI PITAGORA?
commenti (6)

I "KYCLOS" DI RAFFAELLO LUCCI
commenti (8)

LA "CONSOLAZIONE" DI CASTIGLION FIORENTINO
commenti (8)

URBANO DA CORTONA....QUESTO "SCONOSCIUTO"
commenti (7)

LA LEGGENDA DELLA VIA CRUCIS DEL SEVERINI
commenti (15)

IL MOSAICO DELLA VERGINE ORANTE
commenti (6)

PIETRO BERRETTINI: UN CORTONESE BAROCCO
commenti (18)

Pagine



Della Robbia: l'itinerario a Foiano

Video dedicato all'itinerario Robbiano a Foiano della Chiana, con immagini delle opere esposte nelle chiese foianesi e una breve intervista all'assessore alla cultura Fatucchi. La mostra su Della Robbia resta aperta fino al 7 Giugno

03/03/2009 00:39 commenti (1)

SIGNORELLI, L'OCCASIONE MANCATA

La visita di una delegazione del Comune di Arcevia e del prefetto di Ancona a Cortona, avvenuta ieri mattina, ci spinge ad alcune considerazioni sulla promozione turistica e dei "tesori" a nostra disposizione.

La visita era "di ritorno" dopo quella fatta tempo fa da una delegazione cortonese alla mostra "Luca Signorelli: la Pala d'arcevia e i capolavori di San Medardo". Proprio il Signorelli è ancora un grande nome e un grande tesoro cortonese e non solo. Alcune delle sue opere (almeno quelle che non sono finite in un qualche museo straniero...) sono conservate a Cortona, ma anche in altri luoghi in Valdichiana, come pure sono sparse in più parti d'Italia, dalle Marche fino a Orvieto e Roma.

Ebbene: è il Signorelli un artista su cui si è investito e si investe al meglio? Sinceramente ci pare di no. Al giorno d'oggi fare promozione turistica e "sfruttare" (termine che usiamo senza implicazioni negative) quello che abbiamo come richiamo è doveroso e oltretutto, vista la crisi che ridimensiona il turismo il più delle volte a qualche weekend non troppo lontano da casa, è l'unica via di salvezza. Importante fare quadrato intorno a quel che si ha, senza disdegnare la collaborazione fra comuni vicini (e in questo la recente "pax" fra Cortona e Arezzo col gemellaggio Chimera-Capolavori Ermitage è un buon segnale), ma all'occorrenza anche fra comuni lontani.

Non nascondiamo che piuttosto che una mostra sui Della Robbia come quella che scatterà fra qualche mese ad Arezzo e nelle valli avremmo preferito qualcosa su Signorelli, o perchè no su Pietro da Cortona. Ci verrà obbiettato che Signorelli fu oggetto di una mostra non troppi anni fa e che non si possono fare iniziative a livello provinciale per "accontentare" solo una delle vallate aretine. Va bene. Allora organizziamoci da soli, con quel poco che c'è da spendere, facendoci venire delle idee che costino poco e possano rendere. Ecco quindi che da questo protocollo di amicizia con Arcevia e da altri eventuali legami con i "luoghi del Signorelli" si potrebbe pure cercare di tirar fuori qualcosa...

10/12/2008 22:35 commenti

QUALCHE INVISIBILE FINALMENTE...VISIBILE

Alcuni mesi fa avanzammo alcune critiche riguardo alla gestione del patrimonio culturale e artistico a livello locale, specialmente in riferimento alle chiese di Cortona e ai loro molti tesori, purtroppo invisibili e blindati a causa di restauri interminabili, chiusure inspiegabili e orari di apertura inconsistenti. In quel modo, dicemmo, non si fa buona promozione turistica. Anche se troppo ancora ci sarebbe da fare (ad esempio assumere custodi e tenere le chiese aperte oppure, se non si hanno i mezzi, tentare di costruire coordinamenti intercomunali che permettano di valorizzare maggiormente il nostro patrimonio) un segnale molto positivo è quello che giunge oggi in vista del prossimo 25 Aprile che come si sa è anche San Marco, patrono di Cortona.

Il Museo Diocesano di Cortona infatti organizza Capolavori in mostra, esposizione temporanea di importanti opere d’arte cortonesi finora invisibili. L'esposizione avrà luogo a Palazzo Vagnotti. Fra le opere sarà possibile ammirare le pale d'altare provenienti dalla Collegiata di Santa Maria Nuova (tra esse la Nascita di Maria di Alessandro Allori, nella foto e il San Carlo orante per la cessazione della peste di Baccio Ciarpi); insieme ad esse saranno esposte anche altre pitture, paramenti, arredi e messali. La mostra resterà aperta fino al 6 Luglio con orario 10-13 e 15-19. Per informazioni 0575.62830 aioncultura@aioncultura.org

21/04/2008 11:50 commenti (2)

LA SFINGE: SEDICESIMA MOSTRA COLLETTIVA D'ARTE

E' visitabile fino al prossimo 6 Gennaio a Cortona, Palazzo Casali la XVI° mostra collettiva dell'associazione culturale "La Sfinge". Ancora una volta un'esposizione di rilievo testominianza dell'impegno che quest'associazione porta avanti da diversi anni sul fronte della cultura. Un'attività che ha prodotto risultati importanti in molti campi (non solo nell'arte) e che ha sempre contibuito a tenere vivo l'ambiente culturale locale. Ospite della mostra quest'anno è Tommaso Musatti, scultore e ceramista di rilievo mentre i restanti espositori sono tutti membri dell'associazione.

Il primo di essi, Roberto Borgni, artista ben noto a tutti i cortonesi e non solo, ci stupisce stavolta con originali sperimentazioni nel campo della prospettiva, creando una sensuale continuità visiva su spazi orizzontali. Paolo Santucci prende invece spunto dal futurismo e dall'eredità severiniana per creare abbinamenti di colore e forme vivaci e dinamiche, confermandosi artista mai banale. Infine Giandomenico Briganti con i suoi metaforici "Nodi" della vita, da sciogliere come i colori nella tavolozza del pittore, sorprende per l'originalità con cui mescola echi di Basquiat (nei collage) con il coraggio anti-conformista di Pollock (le frasi). Ed ecco che a pochi passi dalla tela quelle uova lasciate a terra, dono per una persona invano cercata, illuminano definitivamente l'esposizione di una propria luce creativa.

     

     

Cliccate sulle immagini per ingrandirle. Foto 1 (sopra), 2 e 3: Borgni; foto 4,5,6: Santucci; foto 7,8,9: Briganti

02/01/2008 12:56 commenti (5)

I GIOIELLI ETRUSCHI ISPIRANO GLI ARTIGIANI CONTEMPORANEI

Occuparsi dell’organizzazione di una mostra d’arte non è una passeggiata, ve lo assicuro, ci sono un mare di cose da fare, da pensare, da far quadrare, tempi da rispettare, per non parlare dei mille contrattempi e intoppi che avvengono nel percorso.
Conosco bene queste cose avendo organizzato alcune mostre per i miei amici che si dilettano nella pittura. Chiarisco subito che della mostra di qui vi voglio parlare non sono stato uno degli organizzatori, ma ho assistito da spettatore, costatando di persona che fino all’ultimo istante niente sembra andare per il verso giusto, poi alla fine succedono magie per cui tutto va come deve andare.
La mostra in questione, inaugurata il 3 Agosto, in collaborazione con la Confartigianato, ha per titolo “L’arte orafa dal gioiello etrusco alle moderne interpretazioni”. Naturalmente è a Palazzo Casali, Cortona, allestita nelle sale settecentesche del MAEC e prende spunto da un idea avuta anni fa da un giovane orafo cortonese, purtroppo venuto a mancare lo scorso anno, Willy Pagani.
Willy aveva una vera e propria passione per l’oreficeria etrusca, a lui infatti è dedicata la mostra e anche il bel catalogo che la racconta (scritto tra l'atro in doppia lingua italiano-inglese con ottime illustrazioni).
A questa iniziativa hanno aderito con entusiasmo dodici tra i più prestigiosi artigiani orafi della nostra zona. Questi orafi, di diverse generazioni, mettono in risalto tutta la loro maestria nell’uso delle antiche tecniche dello sbalzo, del cesello e del incastonatura, dimostrando che con passione, cura, dedizione e amore del proprio mestiere si riesce a trasformare del materiale prezioso in una vera e propria opera d’arte. La cosa che mi ha fatto molto piacere è che in questi giorni di grande afflusso turistico, stando ai dati forniti dalla Confartigianato, i visitatori della mostra sono stati più di duecento al giorno, un successo enorme e sicuramente inaspettato che avrà reso orgogliosi gli organizzatori. La mostra rimarrà aperta fino al 23 Settembre, quindi invito come al solito i lettori del pollo ad andare a visitarla, ne vale la pena.
Ale3170
23/08/2007 02:43 commenti (5)

LABORATORI DIDATTICI PER BAMBINI AL MAEC

Da lunedì 2 Luglio Al MAEC, presso il Museo dell'Accademia Etrusca a Cortona, è partita una serie di interessanti iniziative che si svolgeranno lungo tutto il mese (dureranno fino al 4 Agosto). Mostre, conferenze, passeggiate archeologiche, simposi e laboratori didattici tutti inerenti e orbitanti intorno all’era etrusca.

Tra tutte queste iniziative degne di lode vorrei oggi soffermare la vostra attenzione sui “Laboratori didattici per bambini”. L’obbiettivo principale di questi laboratori, dedicati ai ragazzi delle scuole elementari e medie, è quello di far conoscere le collezioni del museo in maniera scientifica, con nozioni di alto livello, trasmesse però in maniera accattivante e divertente, rendendo così il museo un vitale luogo di incontro e di scambio culturale.
Il programma dei laboratori si suddivide in tre parti 1) Visite guidate con esperti 2) Visite tematiche (relative a oggetti, materiali o epoche storiche) 3) Laboratori didattici (dove vengono svolti lavori manuali in particolare disegni).
Le attività si svolgono dal 1 al 30 Luglio tutti i Lunedì e Giovedì dalle ore 10 alle12,30 presso Palazzo Casali sede del MAEC. Si tratta indubbiamente di un'ottima iniziativa che va evidenziata perché se si impara ad apprezzare l’arte e la storia dell’arte ci si confronta e si svolgono lavori manuali fin da piccoli, si cresce avendo sempre maggiori interessi, non ci si fossilizza nè ci si inaridisce intellettivamente, rimanendo pronti all’ ascolto e alla comprensione delle mondo che ci circonda.
Ale3170
12/07/2007 00:19 commenti (4)

MA LA TANELLA E' LA TOMBA DI PITAGORA?

In questi giorni Cortona si è riempita di turisti provenienti dalle parti più svariate d’italia, d’Europa e del mondo, compresi (da un po’ di giorni) anche i nostri amici Americani dell’Università della Georgia. Un gran movimento quindi, come succede sempre d’estate da diversi anni a questa parte.
Alcuni dei turisti che vengono a visitare Cortona non sono però tanto preparati sulla storia e sui monumenti locali e ogni tanto può scapparci qualche castroneria. Ad esempio (lo racconto senza nessuna velleità polemica, ma solo per chiarire la cosa a tutti) è successo che durante le mie passeggiate pomeridiane più di una persona mi abbia fermato per rivolgermi questa domanda: “ma la Tanella di Pitagora è veramente la Tomba di Pitagora?”
Questa cosa mi ha portato a domandarmi quanti dei miei concittadini sanno che la famosa Tanella non è la Tomba dove è stato seppellito Pitagora. Qualcuno forse anche fra i cortonesi ancora cade nel tranello?
Sia ben chiaro che alla tomba etrusca in questione, situata poco sopra la Maesta del sasso, si chiama così per colpa di un errore storico-geografico.  Infatti Cortona fu scambiata per Crotone, patria del celebre filosofo e matematico Pitagora, luogo dove si trova la vera tomba. Pitagora quindi con Cortona non c’entra assolutamente nulla.
Il sepolcro è una camera rettangolare con copertura a volta a botte, si presume del quarto secolo avanti Cristo.
L’interpretazione su cosa fosse questa tomba è stata molto controversa nel corso dei secoli. Pensate ad esempio che nel 1566 il grande genio aretino Giorgio Vasari, noto oltre che per essere un grande artista anche per essere stato il primo storico dell’arte di sempre, con le sue “Vite”, visitando la Tanella prese un abbaglio e la definì “il sepolcro di Archimede”….
La confusione intorno a questo ritrovamento etrusco è quindi sempre stata tanta. La domanda però, come direbbe Lubrano, nasce spontanea: “Ma se non è di Pitagora, chi è sepolto nella Tanella?”
I Petrui. Chi sono? Una famiglia che risiedeva in quel momento a Cortona, ma non originaria della nostra zona. Come facciamo ad affermarlo? Grazie ad alcune urne che furono trovate all’interno. Una di queste portava inciso nel coperchio il nome di quella famiglia. Il nome “Tanella di Pitagora” è rimasto tale per convenzione, forse anche per pigrizia o per semplicità.
Comunque, a parte le disquisizione su chi vi sia stato sepolto, la Tanella è un monumento da vedere. Fa parte del Parco Archeologico (collegato al nostro MAEC) ed è quindi possibile anche visitarla in gruppo accompagnati da una guida.
 
Ale3170
20/06/2007 00:40 commenti (6)

I "KYCLOS" DI RAFFAELLO LUCCI

E' stata inaugurata a Palazzo Casali, Cortona, la stagione estiva delle mostre di arte contemporanea. Per tutta l’estate si avvicenderanno molte “Personali” di artisti del nostro tempo. La prima ad aprire la rassegna, lo scorso 26 Maggio, è stata quella di Raffaello Lucci. Nato ad Arezzo nel 1948 Lucci è un artista che si è avvicinato alla pittura da autodidatta, copiando le opere classiche dei grandi artisti: Michelangelo, Tiziano, Veronese.
Lucci esegue ritratti prendendo ispirazione dai grandi artisti del passato. Con il tempo la sua pittura ha acquistato autonomia grazie all’uso dell’acquerello e alla sperimentazione di nuove tecniche e nuovi materiali come la litografia (riproduzione meccanica delle immagini) su zinco e la litografia su pietra.
La mostra di Lucci ha per titolo “Kiclos” (parola che deriva dal greco ed ha come significato principale "cerchio", quindi "ciclo") inteso in questo contesto come ciclo della vita. Le opere hanno infatti come tema centrale le varie fasi della vita umana: la nascita, la giovinezza e infine la morte. L’espressività delle opere è giocata tutta sui colori e sui materiali usati.
So perfettamente quanto è difficile avvicinarsi all’arte cosiddetta classica, figuriamoci a quella contemporanea… ma voglio invitarvi a visitare la mosta di Lucci per ampliare le conoscenze e avere un giudizio critico personale nei confronti degli artisti contemporanei. In questo modo si acquista un punto di vista diverso che ci permette di riflettere, di stimolare sensazioni positive o negative, non chiudendosi alle novità. In poche parole per giudicare bisogna conoscere e non è un caso che l’ignoranza e la superficialità siano i peggiori mali del mondo. La mostra di Lucci è gratuita e resta aperta fino al 24 Maggio. Approfittatene
Ale3170

04/06/2007 15:21 commenti (8)

LA "CONSOLAZIONE" DI CASTIGLION FIORENTINO

 

Si rinnova l'appuntamento con la nostra rubrica di arte e cultura. Oggi il nostro Ale3170 ci porta a Castiglion Fiorentino....

 

Immaginate di partire da Cortona e percorrere la statale che porta a Castiglion Fiorentino, poco prima di arrivare in paese, poco fuori delle mura cittadine. Sulla destra si vede la Chiesa della Madonna della Consolazione. Andando a Arezzo o proprio a Castiglioni ci avrete sicuramente buttato un occhio tante volte, ma probabilmente non vi siete mai fermati a visitarla. Fatelo, fermatevi, perchè ne vale veramente la pena!

Questa chiesa-oratorio, a pianta circolare ottagonale, è stata costruita intorno alla meta del '500. La sua architettura richiama le forme classiche, sia internamente che esternamente e riconduce all’architettura vasariana. La particolarità di questa chiesa è che nasce intorno ad un tabernacolo contenente una “Maesta” (Madonna con Bambino in trono) che è stata attribuita alla scuola di Luca Signorelli.

La leggenda vuole che un giorno davanti a questo tabernacolo si fosse fermata nel bel mezzo di un lungo viaggio Leonora di Toledo (moglie di Cosimo I DeI Medici granduca di Toscana) la quale sembra che riacquistò la vista proprio grazie alla Maestà.

Nella chiesa della Consolazione questa Maestà, di raffinata bellezza artistica, è posta dentro l’altare monumentale, che è stato realizzato da Filippo Berrettini (zio del più noto Pietro da Cortona). Questo ci porta a pensare che in questa piccola chiesa si trovano opere artistiche di elevato valore e che tale valore, in barba a tutti i campanilismi, è dovuto anche all'opera di due cortonesi; Signorelli e Berrettini

Ale 3170

22/05/2007 09:59 commenti (8)

URBANO DA CORTONA....QUESTO "SCONOSCIUTO"

Dopo una lunga assenza torno a parlarvi sul "Pollo" di un artista cortonese poco, anzi pochissimo conosciuto, confesso anche da me. Il personaggio, in questione è Urbano da Cortona (Cortona 1426 – Siena 1504)

Va subito detto, che il nostro concittadino era scultore, allievo di Donatello, infatti iniziò la sua carriera a Padova nel 1447, agli albori del Rinascimento. A Padova, appunto, partecipò alla realizazione dell’altare della basilica di S. Antonio. Nel 1451 si trasferì a Perugia, dove realizzò nella cattedrale il monumento al Vescovo Baglioni.

Nel Luglio dello stesso anno, a Siena, insieme al fratello Bartolomeo, aprì una bottega che ricevette numerose commissioni di prestigio e nel frattempo continuò la collaborazione con Donatello. Sempre a Siena partecipò alla costruzione del Palazzo delle Papesse (1460-1495). Le poche fonti storico-artistiche che lo riguardano sottolineano quanto Urbano fosse stimato come scultore da molti, anche in ambito romano.

A Cortona, però, non abbiamo nulla,  almeno che io sappia, di questo artista che pur non essendo tra i maggiori del nostro territorio ha realizzato opere di grande pregio.

Questo fatto mi ha portato a fare una considerazione riguardo ai "collaboratori" dell’arte, che molto spesso la critica trascura. Si tratta di artisti che hanno dato preziosi, o anzi fondamentali apporti alla creazione di molte opere d’arte sia pittoriche che scultoree e architettoniche.

Questa categoria di artisti, della quale fa parte il nostro Urbano, meriterebbe molta più attenzione e un maggior rispetto.

Ale3170

 

09/05/2007 11:25 commenti (7)

LA LEGGENDA DELLA VIA CRUCIS DEL SEVERINI

Nella storia dell’arte, come in molti altri campi, esistono un numero sconfinato di leggende che aumentano in maniera esponenziale a seconda della grandezza dell’artista a cui fanno riferimento.
Queste leggende spesso vengono smentite in maniera categorica dai vari reperti storici a nostra disposizione. Ne esistono su Cimabue, su Giotto, per non parlare poi dell’infinità di fandonie esistenti  sul conto di Leonardo e del suo quadro più famoso, “La Gioconda”.

 

21/02/2007 10:56 commenti (15)

IL MOSAICO DELLA VERGINE ORANTE

Alcuni di voi, probabilmente, non sanno che in Piazza Signorelli anticamente c’era la chiesa di S.Andrea (chiesa con molta probabilità paleocristiana) che venne demolita nel 1787 per volere del comune. Al suo posto nacquero prima le logge del grano, poi solo nel 1885 fu costruito il Teatro Signorelli. Della Chiesa di Sant'Andrea non si hanno notizie certe poiché sono rimaste pochissime testimonianze; una di queste è il mosaico della “Vergine Orante”.
Questa icona a mosaico, di piccole dimensioni, era situata nell’abside della chiesa di S. Andrea e fu staccata prima della demolizione. Composta da tessere colorate in vetro, rappresenta l’immagine religiosa della Vergine Maria avvolta dal tipico manto celeste con le braccia alzate al cielo mentre prega (il termine orante deriva dal participio presente latino orans, orantis cioè che prega).
Le poche fonti esistenti riguardo a quest’opera la fanno risalire intorno al dodicesimo-tredicesimo secolo. L’autore è sconosciuto. Questo piccolo mosaico di strepitosa bellezza è di proprietà dell’Accademia Etrusca che nel 2002 l’ha restaurato e posto al MAEC (il museo etrusco) nella sala dei fondi oro.
Invito quindi i lettori e i cortonesi a visitare il Museo etrusco, non solo per apprezzare le varie opere esposte, ma anche per fermare un momento in più lo sguardo su questo piccolo mosaico di straordinaria bellezza e ingegno artistico.

Ale3170
31/01/2007 13:58 commenti (6)

PIETRO BERRETTINI: UN CORTONESE BAROCCO

Due parole di introduzione per questa nuova rubrica: si chiama "Arte e cultura con Ale3170" ed è curata dal nostro lettore (e adesso anche collaboratore) Alessandro Scaramucci. Ale ci parlerà di arte a Cortona e dintorni, trattando anche altri argomenti affini in modo da avvicinare tutti i nostri lettori a queste tematiche, permettendo loro di conoscere qualcosa di più della nostra città che ha tanti tesori poco noti e pubblicizzati. Si inizia oggi parlando di un cortonese fra i più illustri, ma anche sottovalutati: Pietro Berrettini. Un grazie sentitissimo ad Ale per la collaborazione

Uno dei pochi motivi che mi rende orgoglioso di essere un cittadino cortonese, io che ho sempre avuto un rapporto di amore-odio con la mia città, è di avere come concittadino il grande Pietro Berrettini, noto in tutto il mondo come Pietro da Cortona.

Da un piccolo sondaggio tra i miei conoscenti ho potuto constatare che molti si confondono o non sanno proprio chi sia costui. La cosa non mi ha fatto molto piacere. Non è che sia necessario sapere per forza chi sia il Berrettini, non si finisce certo all’inferno, ma penso che sia un peccato che un cortonese di tale levatura venga poco considerato o peggio confuso con il Beato Angelico o con Luca Signorelli.

Pietro da Cortona, insieme al Bernini e al Borromini, è uno degli artisti fondamentali del “Barocco” italiano, corrente artistica che si sviluppò nel 1600. Nato a Cortona alla fine del '500 da una famiglia di imbianchini (la sua casa natale, con tanto di targa ricordo, è sita nel "Poggio" a due passi da Piazza Pescaia, lungo la ripida via che non a caso porta il suo nome), si è formato nella bottega dello zio Filippo Berrettini, poi a Firenze sotto Andrea Comodi. Partendo da qui il nostro Pietro ha disseminato ovunque opere di straordinaria bellezza.

Nella chiesa di S Francesco (riportata recentemente agli antichi splendori) è conservata una tela che Berrettini dipinse poco prina di morire, per questo motivo è incompiuta, ovvero “L’Annunciazione” (1669). La tela è posta a sinistra dell’altare e guardandola si capisce perfettamente quanto il Berrettini sia un grande pittore barocco. Invito calorosamente tutti i lettori del blog ad andare a vedere questa strabiliante tela, per poter giudicare e soprattutto apprezzare la grandezza, la potenza e la bellezza di quest'opera, in modo da discuterne poi insieme.

 

Ale3170

 

18/01/2007 12:33 commenti (18)

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